Saturday, December 13, 2008

Villa Diodati a Bordighera




Nell'estate del 1816, a Ginevra, il tempo non fu molto clemente con i turisti.
Si dice che piovve incessantemente, costringendo i vacanzieri a starsene chiusi in casa per giorni.

Mary Shelley e suo marito Percy erano giunti in quella località per fare visita ad un amico comune: tale George Gordon Byron, Lord per gli amici.
Con loro viaggiava la sorellastra di Mary, Claire, che aveva avuto una liaison con il sopracitato George.
Che Lord Byron fosse un tipo passionale è cosa risaputa. Non ha caso sarebbe poi stato l'autore di un certo Don Juan. Claire era rimasta incinta e il soggiorno era stato organizzato anche per decidere il destino della creatura.


Per il nobile poeta i soldi non erano un problema.

Alloggiava nella villa di una storica famiglia nobile di Lucca, i Diodati
. Non solo, aveva al suo servizio un medico, John Polidori, che lo accompagnava nei numerosi viaggi in Europa. Anche John era di origini italiane. Pare che suo padre fosse stato persino il segretario di Vittorio Alfieri e avesse deciso di emigrare in Inghilterra per ragioni politiche.

Fu così che questa bella combriccola si trovò riunita durante una delle peggiori estati che la Svizzera possa ricordare.
Temporali, seguiti da acquazzoni, seguiti da altri temporali.
Ora è ben noto che nei giorni di pioggia si debba trovare qualche passatempo e nel 1816 la playstation non era nemmeno immaginabile.
Per curare il giramento di pollici, lessero ad alta voce alcuni brani dall'antologia dell'orrore in tedesco Phantasmagoria.
La cosa non dovrebbe sorprendere proprio nessuno. Basti pensare che Mary e Percy si confessarono il loro amore al cimitero di St. Pancreas, davanti alla tomba della madre di lei. Altro che Twilight...

Tra un lampo e un ectoplasma, il sempre frizzante Lord Byron decise di alzare la posta in gioco per eliminare la noia. Propose ai vari ospiti di scrivere una storia di fantasmi.
Fu così che, grazie ad un'estate rovinata, Mary Shelley e John Polidori ci regalarono, Frankenstein e Il Vampiro.


Bene. Perchè vi ho raccontato questa lunghissima pappardella, che avreste potuto tranquillamente cercarvi su Wikipedia?

Facciamo un salto di quasi duecento anni.
Bordighera, estate 2008, di gran lunga più assolata di quella del 1816.
Io e la mia girlfriend stiamo trascorrendo lì le vacanze.
Da non molto è stato pubblicato il bando di Sanctuary e noi fremiamo dalla voglia di partecipare.
Tra una rosolatura corporea sulla spiaggia e uno spuntino al Baretto, si discutono idee, si elaborano plot, si scrive e si disegna col caffè.
I racconti che hanno permesso a me e a Gis di classificarci come finalisti sono nati lì.
E qui arriviamo al sodo. Voi crederete, a questo punto, che io abbia costruito tutto il post per fare un'implicita analogia letteraria.
E invece no.
Perchè, io lo so che le nostre opere non hanno la stessa qualità dei capolavori di Polidori e Shelley.
Ma il punto non è quello.

Il punto è che NOI almeno un po' di sole l'abbiamo preso!
Eccheccavolo, conta anche questo, no? :P



6 comments:

Valberici said...

Ecco, il punto è...ormai il sole è solo un lontano ricordo :D

Fabrizio said...

Infatti.
Meglio prenderlo mentre c'è.
Carpe solem.

Fab

licia said...

A questo famoso episodio è ispirato anche un film abbastanza curioso che mi fecero vedere alle superiori, Gothic di Ken Russel. L'è venuto in mente appena ho iniziato a keggere

Fabrizio said...

Ecco un film che avrei potuto vedere al posto di Jurassic Park 3...!

^___^

Fab

imp.bianco said...

beh complimenti ad entrambi.... :P Basta che poi Fab non fai la fine di Lord Byron...

X-Bye

Fabrizio said...

No Impo, sto già facendo prove tecniche di immortalità... ;)

Fab