Wednesday, February 18, 2009

Festival Resurrection






L'Italia è un paese di colpi di scena. Non puoi distrarti un secondo.
Chi mai avrebbe pensato che il Festival di Sanremo, affetto da baudite cronica, potesse uscire dal coma vegetativo?
E invece è successo, ieri sera.

Oddio, non è che Del Noce sia stato questo genio straordinario. L'ultimo Sanremo decente l'aveva appunto presentato Bonolis. Chiamarlo per risollevarne le sorti è stato quanto di più logico si potesse fare in TV.
A me sta più che bene. Mi piace "Piolo" fin da quando ha cominciato, parlando con un cane rosa ogni pomeriggio. Adesso al posto del cane c'è Luca Laurenti, ma la differenza non si sente troppo...
Insomma, il tanto invocato miracolo televisivo è giunto. Bonolis si è tolto lo sfizio di fare il Festival a sua immagine e somiglianza e ha centrato il punto.
Cambiare, finalmente. Non tanto, ma almeno un minimo. Nel regolamento, nella scenografia. Ho trovato bellissimo il palco a forma di LP, con l'orchestra sui fianchi che fa sembrare il cantante circondato dalla gente.
E poi internet e - vivaddio - una campagna pubblicitaria non ingessata. Insomma, uno spirito diverso che resta nei confini della manifestazione, ma senza tradirla. Eccessivamente, almeno. Basti vedere lo show di Benigni.

Quanto sarà durato, mezz'ora? Un'infinità, considerando quanto tempo viene dedicato di solito agli ospiti. Una mezz'ora in cui Sanremo non c'era più. C'era un Benigni, in forma smagliante. L'unico che può permettersi di dire "puttana", per due volte, nella roccaforte dell'"establishment" televisivo. L'unico che riesce a prendere per il culo Berlusconi, in prima serata, senza che nessuno dica "bà".
Ha asfaltato la Zanicchi, che è stata eliminata, e gli ha fatto pure i complimenti.
Ha sotterrato Povia, su una questione che in politica discutono ancora con gli eufemismi. Quando va bene.
Benigni può, perchè ormai è diventato come la Gioconda o il David. Un sinonimo di italianità in cui la gente si riconosce e di cui è orgogliosa. Un carro su cui tutti vogliono salire. Ché Berlusconi non l'ha mica mai vinto un oscar. Magari glielo daranno alla carriera, un giorno...
Ma Benigni resta Benigni. Ormai nessuno si sognerebbe di censurarlo, anche se qualunque altro comico, facendo le stesse cose, verrebbe spedito su Marte.
Benigni può e per questo Bonolis lo ha invitato.

L'idea di fondo è stata semplice. Sanremo non funziona? Amen. Cambiamo Sanremo.
Se continua così, la prossima settimana chiameranno il "Piolo" nazionale a risollevare il Partito Democratico...

E le canzoni?
Il Festival della Canzone Italiana dovrebbe essere incentrato su quelle.
Due righe forse se le meritano, No?
La faccio breve. Mi è piaciuta la canzone di Masini.
Ora fatevi pure due palle così, ma secondo me è stata l'unica canzone a tema sociale degna di questa definizione.
I Gemelli Diversi fanno rimpiangere Fabri Fibra. Fate voi.
Mogol e Pupo hanno castrato le abilità di Youssun’Dur e Paolo Belli in una canzone volemose bene che di straniero non ha nulla. Roba che "Gelato al Cioccolato" sarebbe stata più africana.
Povia? Dai, siamo seri... Quello non è un cantante, è un piccione.
Masini ha prestato una voce arrabbiata al malcontento della gente, usando i suoi luoghi comuni con intelligenza e intensità. Dice quello che deve dire, senza tante storie.

Sanremo è anche questo: scoprire che t'è piaciuto Masini... :/

Bravo Renga, che però mi sembra mirare più alla critica che al pubblico.
Piacevole Alexia, nonostante la scelta meno ritmata rispetto al solito. Lei è la vera Anastacia italiana. Pagheresti il biglietto per sentirla cantare sotto la doccia, bagnoschiuma compreso.
Meglio dell'immaginabile la prova di Marco Carta. Da "Amici" con furore. Grosso pericolo tormentone adolescenziale. Tuttavia, quando S.Pietro scaglierà la DeFilippi in purgatorio, potrebbe farsi qualche anno in meno grazie a questo ragazzo.

Male gli Afterhour, che non mi sono sembrati in forma rispetto al solito. Forse alla radio la loro canzone renderà di più.
Malissimo Tricarico, Dio mi scampi e liberi.

Ma PEGGIO DI TUTTI.
Il Premio Padre Amort "Esci da questo Ariston".
Lo vince una persona sola.
Patty Pravo.

Vi scongiuro, riportatecela al Museo Egizio...



5 comments:

Hanuman said...

Ero d'accordo su tutto, fino a Patty Pravo. A me intriga sempre con quell'aria da David Bowie al femminile. Può anche cantare "Il merlo ha perso il becco" che continua ad affascinarmi.
Povia credo che potesse essere meno offensivo verso gli omosessuali solo salendo su un palco e urlando: "andate affanculo, froci di merda".

sabrina said...

...a me è piaciuta solo Alexia ci^__^ao!

Fabrizio said...

@ Hanuman:
Quando era giovane era gnocca. Adesso potrebbe fare la regina degli Elfi in qualche film...
Povia tristissimo. Musicalmente non male, ma cazzo! Il testo è tristissimo...

@ Sabrina: ci^___^ao anche a te.

Fab

Hanuman said...

Più che altro non puoi nemmeno dire che Povia sia troppo stupido e inconsapevole d'aver scritto una canzone omofoba, superficiale e razzista. Perchè quel ripetere a ogni verso "Ehi! non sto mica dicendo sia una malattia, eh!" è un atto di paraculaggine goffo e davvero disgustoso.
Oltre il fatto che, avrebbe pure potuto parlare di ippopotami volanti... un testo così incasinato e da melò è brutto a prescindere.

Patty in versione regina elfica, ci pensavo pure io, ieri. Un bel remake nostrano di Labyrinth :-D

Fabrizio said...

Quoto dall'inizio alla fine

Fab