Sunday, May 24, 2009

The Beatles on concert tonight




Erano sei. Praticamente dei cavalli.
Neri, sei zampe ciascuno e delle antenne lunghe così. John, Paul, George, Ringo, il manager e Yoko per intenderci. Mi aspettavano sulla soglia stanotte, i bastardi...

John l'ho beccato vicino al mio letto. L'ho intravisto nella semioscurità, rischiarata vagamente da una lampada ikea. Poso le scarpe e una macchia nera, lunga e stretta, scatta sotto la porta. Col dubbio di aver visto male, accendo la luce. Lo vedo fare capolino e inoltrarsi nell'ingresso, sempre lungo il muro. Spalanco la porta, accendo la luce anche di là e lo seguo. Il bastardo corre veloce e cerca la salvezza in camera dei miei. In uno slancio Howardiano, abbatto su di lui una camper scamosciata, numero 42, urlando. I miei si svegliano di soprassalto: "Che c'é?"
"Scarafaggio" dico io.

Vado in bagno, ancora schifato, mentre i miei si racolgono intorno al corpo di John. E' così che becco Paul. Mi vede e scatta a nascondersi dietro il bidet.
"C'è n'è un altro!" urlo, ma la mia voce è coperta da quella di mia madre, che inveisce ancora contro Lennon. Quel gran figlio di una blatta, da grande attore, ha atteso un attimo di distrazione per provare a battersela, trascinando le budella lattiginose. Ma la ciabatta di mia madre non perdona. Lo manda finalmente su una nuvola a immaginare che tutti gli scarafaggi "vivano una vita in pace".

Mio padre si arma di baygon e va a trasformare in realtà la leggenda sulla cover di Abbey Road.
Paul crede di essere al sicuro dietro al bidet e si sbaglia. Il capofamiglia gli spara addosso una nube di insetticida. Paul impazzisce e si mette a correre da tutte le parti. "Non muore" esclama mio padre, che lo insegue spruzzando veleno. Dopo qualche metro anche Paul, coi nervi in fiamme, attraversa scalzo la strada per il paradiso.
Ripulita la prima e la seconda vittima, la famiglia inizia una lamentela notturna contro il caldo e l'amministratore, che fa fare sempre le disinfestazioni in ritardo.
A quel punto mio padre, che ci ha preso gusto a spruzzare, traccia una linea maginot sul pianerottolo, davanti alla porta di casa. Mia madre va in bagno a lavarsi le mani e incontra George, sotto il lavandino. Forse è ancora scosso per la morte di Paul. Non fa in tempo ad informarsi sul rosario, che la Genitrice gli ha sbattuto addosso il tacco della ciabatta-ammazzablatte. Addio George, breve ma intenso...

In famiglia scoppia il delirio. Iniziamo ad aspettarci altri "cantanti" da un momento all'altro, consci che una jam-session del genere non si era mai verificata nemmeno nelle estati peggiori.
Tra uno schifo e l'altro, becchiamo Ringo, eccentrico come al solito. Fa l'equilibrista sulle scatole del trasloco, vicino al letto di mia madre, che si mette ad urlare, colma di sorpresa a di disgusto. Di solito questi simpatici ospiti non frequentano camera mia e dei miei. Bagno e cucinino sono i posti che preferiscono. Due di loro che si inoltrano fin lì, in una stessa sera, è una sorta di Pearl Harbour.
Mio padre splatta Ringo e siamo tutti in subbuglio. Chiaramente un concerto dei "Fab Four" in casa non se lo aspettava nessuno, nemmeno per il mio compleanno.

Schifati ed inquieti non sappiamo se andare a dormire, col rischio di risvegliarci nel bel mezzo di Alien o Starship Troopers.

Mentre mio padre butta ciò che resta di Ringo nel water, mia madre sorprende il Manager in mezzo all' ingresso. Lo fa secco subito e lui non pone resistenza, probabilmente ubriacato dall'insetticida. Ora che ci penso, mi è rimasto il dubbio. Sarà stato Allan Williams o Brian Epstein? Amen. Ad ogni modo mia madre si conferma la vera sterminatrice della famiglia. Due bacherozzi e mezzo, tutti uccisi in modo efferato.
Nella speranza che la serata sia finita e non spuntino le groupies, andiamo tutti a dormire. Guardinghi.
Dopo neanche mezz'ora, mio padre scorge un'altra macchia nel buio. Nel dubbio accende la luce.
Volevate che mancasse Yoko Ono? La stronzissima è più sveglia degli altri e si dilegua in tempo zero sotto il mobile del soggiorno. Un monolito che, se saprà giocare le sue carte, le fornirà riparo per qualche millennio o almeno fino al trasloco.

Mi passo la nottata a fare incubi striscianti e ticchettanti.
Intanto Yoko non si è vista. Forse si aggira ancora negli anfratti del mio mobilio, in attesa di colpire. Spero che intelligentemente non mi costringa ad ucciderla, ma non ho una gran fiducia nella mente delle blatte.
Oggi al telefono mia nonna mi fa: "non ti preoccupare, che quelli non mordono. Non sono cattivi."

Non hai capito, nonna.
Sono io il cattivo...

9 comments:

MadAx said...

Dico solo: complimenti...
come iniziare una settimana col sorriso!
Grazie

Gianrico said...

sei pregato cortesemente di avvisare prima di scrivere ste cose al lunedì mattina dal cliente uno non può mettersi a ridere davanti al mac come un deficente...

Fabrizio said...

@ Mad: ormai sono ossessionato da ogni ticchettio multiplo. Come Capitan Uncino...

@ Gian: occhio, che l'invasione è cominciata e si allargherà. Hai presente aracnofobia?

Gianrico said...

naaa qui non arriveranno, siamo protetti da uno scudo d'energia anti scarrafone e poi hai presente se di notte uno scarrafone mi incontra al buoi mezzo ignudo con la trapunta naturale che fuoriesce dal pigiamino, la faccia stropicciata e quell'espressione un po' così? Gli piglia un infarto. Tra di loro lo sanno e come dire... evitano

Fabrizio said...

Non avevo mai pensato che l'abbandono completo della decenza fosse un potente insetticida.

Quasi, quasi provo anch'io... :D

Baol said...

Li odiooooooooooo..........

Gianrico said...

ragazzo ti devo insegnare proprio tutto!!!

Fabrizio said...

Non perdonerò mai Noè per le coppie di zanzare e scarrafoni...

Ed! - the webcomic said...

bello. XD
soprattutto il finale :asd: