Wednesday, May 27, 2009

La Guerra dei Gamberi





In Africa un Masai ingoierebbe una termite viva, piuttosto che mangiarsi un gambero.
Ho sempre pensato che fosse un singolare esempio di quanto i gusti possano essere diversi nelle varie culture. Adesso, invece, mi chiedo se i fratelli africani non ne sappiano qualcuna in più di noi.
Ultimamente anche io trovo i gamberi un po' indigesti. Uno, in particolare, non mi va proprio giù.


Vi avviso: questo post riguarda la Gambera preferita dai lettori di fantasy di un certo livello. (Resta ancora da capire se quel livello sia da attribuire ai lettori o al fantasy... :P )

E' anche un post lunghetto. Fatevene una ragione... ;)


Il fattaccio


Domenica scorsa la
Decapode ha pubblicato una recensione di "Wunderkind" sul suo blog. Non voglio parlare del suo giudizio sul romanzo, che per altro non condivido. Non voglio dibattere su quanto sia arbitrario e miope il suo approccio. Tanto alla fine tutto è relativo, no?
Un libro può non piacere per un sacco di motivi e posso persino capire che la Gambera abbia stroncato "Wunderkind" perchè le sta sulle palle l'autore. E' poco professionale e disapprovabile, ma
crostaceamente comprensibile.
Quello che invece non approvo sono le citazioni,
fatte con superficialità, e distorte per portare acqua al proprio mulino. Quando si entra in un ambito culturale definito, penso si debba offrire un po' più di cura ed esattezza.
I sostenitori della Gambera la ammirano per i riferimenti con cui argomenta le recensioni.
Forse questa sarebbe stato meglio argomentarla in modo diverso.


Il caso in questione è quello de
"La Guerra dei Mondi", e dell'adattamento radiofonico fatto da Orson Welles nel 1938.
Due parole di riassunto per chi è stato su un altro pianeta mentre - ehm - gli alieni invadevano il nostro...


Nel 1898
H. G. Wells pubblica un romanzo suggestivo e visionario in cui viene appunto descritta l'invasione della Terra da parte dei Marziani. Quarant'anni dopo, il quasi omonimo Orson Welles realizza insieme ad Howard Koch un adattamento radiofonico del romanzo.
A causa della messa in onda di questo adattamento, più di un milione di ascoltatori credette sul serio all'invasione, portando un milione di americani a reazioni di isteria collettiva.


Il giovane Orson Welles al lavoro...


Per quale motivo accadde tutto ciò?
La Gambera afferma che tutto fu causato delle verosimili e accurate descrizioni contenute nel romanzo. Usa questo esempio per dimostrare come un libro possa davvero essere
potente, rispetto al "pessimo" esempio di D'Andrea.
La Decapode aggiunge altre ragioni, che nel post appaiono puramente circostanziali, come se avessero avuto un peso minore rispetto alle parole del romanzo di Wells.

E' corretto affermare che la capacità descrittiva di H.G. Wells abbia portato alla fuga un milione di americani?
No.
Perchè?
Perchè non furono le semplici descrizioni a scatenare l'isteria, ma il modo in cui vennero montate e comunicate.
I fattori addotti come circostanziali furono ben più importanti di come vengono citati e ve ne sono altri di cui la Gambera non parla nemmeno.

La "potenza" a cui si accenna nel post è molto più
mediatica che narrativa.

Non è un caso se l'episodio viene raccontato e studiato in milioni di università che si occupano di comunicazione e non di storytelling.


30 Ottobre 1938


Per chiarire la questione, bisogna fare un passo indietro e capire il quadro storico in cui viveva il giovane (e quasi omonimo ;) Orson Welles.

Era il 1938. La Decapode ha già accennato all'escalation di ansia nella popolazione americana, ad un passo dalla Seconda Guerra Mondiale.
Quello che non ha descritto è l'impatto che la radio aveva nella vita della gente. La radio non fu mai più importante di così.
La gente ascoltava ogni giorno le notizie sul conflitto tra Cina e Giappone. Hitler faceva il suo discorso a Norimberga. Le news sulla crisi di Monaco interrompevano il radio-dramma di Sherlock Holmes.

Potete trovare su questa pagina la cronologia e i link di quella che viene definita come la "Golden Age of Radio".

Insomma, la gente alla radio ci credeva.


La gente riunita ad ascoltare la radio nel 1938


Ora, date un occhio
al testo che andò in onda nella trasmissione di Orson Welles e Howard Koch. Molti dei radioascoltatori "ingannati" si persero l'introduzione che faceva riferimento al romanzo, questo la Gambera l'ha detto.
Ma guardate con attenzione come l'esposizione venne organizzata.


Gli eventi del romanzo vennero raccontati come se si trattasse di un
reportage. Un'edizione straordinaria, che ciclicamente interrompeva un programma musicale della CBS.
Pensate al Trebbiatore dell'Alabama o alla Casalinga di Wogera Town che tornano a casa. Accendono la radio
a programma iniziato e sentono la musica che si interrompe, mentre un annunciatore parla di uno strano fenomeno astronomico e introduce l'intervista di un esperto in materia. Poi la musica riprende. Poi un'altra volta si interrompe, per dare nuovi dettagli sul fatto.
Di collegamento in collegamento, si arriva a uno dei punti caldi della storia: il momento in cui l'astronave, atterrata da poco, prende vita e incenerisce tutti, uccidendo il giornalista e staccando la linea all'improvviso.

Segue un mortale silenzio.

Poi l'annunciatore si scusa per l'interruzione e passa la parola ad un generale, un nuovo esperto, che rivela
i luoghi precisi del New Jersey, messi in stato d'assedio dal Governatore.
Infine, il drammatico comunicato dell'invasione aliena e della distruzione progressiva che scatena la popolazione in fuga.


Alla fine di questa lettura noterete che l'adattamento non presenta delle descrizioni così vivide e complete, come quelle del romanzo. Non si tratta di una lettura dell'opera in stile audio-book, ma di un testo completamente diverso!

La forza maggiore del testo va identificata in ciò che non viene detto. C'è un punto in cui il reporter esclama addirittura "è indescrivibile".

Il popolo americano non stava ascoltando le parole di H.G. Wells, ma quelle di Howard Koch, che gestì il racconto attraverso l'uso capace della sorpresa e della suspance. Il realismo e la verosimilianza non erano legati alle descrizioni, bensì al tono e alla struttura del testo, tipiche di un reportage in presa diretta.
Sentite qua un pezzo della registrazione e verificate.

Allora, ricapitolando abbiamo:
  • il tono realistico del programma
  • laffidabilità della radio come strumento informativo
  • l’uso di esperti
  • l’uso di località realmente esistenti
  • la sintonizzazione a programma già cominciato

Affermare che la potenza della narrazione di H.G. Wells abbia portato un milione di americani all'isteria è una vaccata. Semplicemente perchè non c'era la
sua narrazione! Le sue meravigliose idee, di sicuro, ma non il suo testo.

"Tieni quella siringa lontana da me!"



Perchè l'adattamento di Orson Welles è così importante a livello mediatico?
Per i successivi studi sugli effetti persuasivi della comunicazione e il superamento della "Teoria Ipodermica", secondo cui la popolazione è inerme davanti ai media, che si iniettano come una siringa.

I numeri raccontano che, nonostante ci fosse fiducia verso la radio, gli americani dimostrarono comunque una buona "abilità critica" e, sui 6 milioni di ascoltatori, solo il milione con minore cultura prese il radio-dramma sul serio.

Anche questo fa riflettere.


Se volete approfondire, guardate
le slide sull'argomento della prof. Geraldina Roberti, dell'Università di Siena.


Tanto va la Gambera al lardo?!

Un'immagine presa dal webcomic della Guerra dei Mondi.
Tra Tripode e Decapode ci sono sette zampe di differenza...


Insomma, la Decapode era così presa dalla stroncatura di "Wunderkind", che ha fatto di tutta l'erba un fascio.
Tuttavia, non è la superficialità la cosa peggiore. Gamberetta ha 19 anni, non si può pretendere che padroneggi l'intero scibile umano. Lei vorrebbe, forse, ma non è ancora così.

Crostaceamente, tutti possono sbagliare, anche tanto.
Non è quello il problema.
Sono la spocchia e la supponenza che fanno da cassa di risonanza alla boiata.

In ogni singolo post la Gambera non fa altro che tirare fuori queste "verità rivelate". Lei è quella che sa tutto e capisce tutto. Lei ha la soluzione. Ha in mano la ricetta per sintetizzare il romanzo perfetto. Lei è quella delle ricerche e della dedizione maniacale, fatte scendere dall'alto del suo sapere.
E ci gode a sbatterlo in faccia a chi la contraddice.


Davanti a tanta saccenza, non si può andare leggeri.
Nello stesso modo in cui lei non va leggera sugli autori che recensisce.

E' una questione di karma.
What goes around, comes around.
E' giusto che venga segnalato, per amore della cultura che c'è intorno alla narrativa di intrattenimento
.
E' una questione di rispetto nei confronti dei lettori, visto che sono in molti a stimarla per le ricerche che fa. Io stesso gliene attribuisco un grande valore, ma non bisogna prendere tutto per oro colato.
Spesso la Gambera non va oltre Wikipedia e, per quanto sia uno strumento eccezionale, non basta.


Se fai continuamente a gara a "chi ne sa di più", troverai sempre qualcuno più istruito di te. Magari anche solo per un limitato argomento. Non sai mai quando il pesce più grosso sbuca da dietro l'angolo...


Penso a Stephen King e al suo "On Writing". King non si mette mai in cattedra. Riassume la sua esperienza di scrittore e propone consigli agli aspiranti lettori, senza imporsi, senza mai essere saccente. E stiamo parlando di Stephen King, cazzo.



Tra Wells e Welles

Permettetemi di ritornare alla "Guerra dei Mondi" e al suo adattamento. C'è una questione che non è ancora emersa, nè qui nè dalla Gambera.

Vi siete chiesti come sia nata l'idea dell'adattamento mediatico nella testa di Orson?
Certo, il futuro regista di "Quarto Potere" era un genio, ma l'idea non è sbucata dal nulla. C'è un legame preciso tra il romanzo e il radio-dramma ed è lo "stile giornalistico".

Anche H.G. Wells aveva progettato il
romanzo come un reportage. Addirittura, il protagonista stesso è un giornalista. Si capisce quindi il perchè delle descrizioni così precise e accurate: servono a sostenere una vera e propria dimensione stilistica.

Avete presente l'inizio di "Zombie" di Romero, quando nello studio televisivo si parla del ritorno dei morti su tutto il pianeta? Ecco, quel modo di raccontare deve molto alla "Guerra dei Mondi" di Wells.

Funziona benissimo, quando si vuole mettere in luce
le reazioni della popolazione davanti ad un evento fantastico di scala planetaria. Serve ad aumentare il coinvolgimento e lo straniamento dei lettori.
"Tu cosa faresti?" è la domanda implicita dell'autore.



Ma allora che senso ha?
Avevo detto che non volevo entrare nel merito della recensione. Lo farò adesso, per introdurre un discorso più ampio e completare la riflessione. Abbiamo visto che:
  1. non è vero che il romanzo di Wells abbia "dimostrato in maniera inequivocabile la propria potenza". Semmai l'ha fatto l'adattamento, con un intelligente uso del media, più che con le descrizioni iper-accurate.
  2. lo stile usato nel libro è uno stile particolare. Accrescere il più possibile la parte "documentativa" serve a creare una determinata atmosfera e non un'altra.

Ora io mi chiedo, ma che senso ha?
Che senso ha confondere una potenza mediatica con una potenza evocativa della narrazione?

Che senso ha pretendere da un romanzo una cifra stilistica che non rientra nel progetto dello scrittore?

Wunderkind descritto in modo giornalistico non avrebbe avuto senso.
L'atmosfera che viene evocata è quella di un allucinato viaggio nell'orrore. E' più vicina ad un bad-trip lisergico che a un reportage giornalistico. Le descrizioni devono portare ad un flusso di emozioni, non ad una documentazione.
Spesso le parole contano più per il
significante che per il significato, contano per la musicalità e il ritmo che danno.
Non puoi cazziare David Linch perchè non è Roland Emmerich, è assurdo!
D'Andrea usa una sorta di "giustapposizione" di immagini per evocarne altre che non sono descritte, ma ci sono.

Insomma, "Wunderkind" richiede la partecipazione attiva del lettore, che non è un imbecille.

Non ha bisogno della ricetta del fantasy.

Ha bisogno di
fantasia...


Perchè mi arrabbio.


Capite che non basta addurre motivazioni o manipolarle, per confermare una tesi.
I riferimenti devono essere veritieri. Altrimenti ve lo dimostro anche io che le Piramidi le ha costruite mio nonno, tornando indietro nel tempo...

Gamberetta mi fa infuriare perchè le capacità e gli strumenti li avrebbe.

Ma sceglie espressamente un'altra strada, quella dell'ego
.
Gamberetta si sente cagata dal mondo intero, quando stronca e, come è
già stato detto, "Sparge astio e con l'astio non ci si fa nulla".
La Decapode non vuole fare del bene al genere che ama, vuole visibilità.

Ed è un peccato, perchè in una direzione diversa "the sky is the limit".


Provate a pensare a quanti siano i post interessanti sul suo blog e che terreno di confronto potrebbe essere, se perdesse la sua inutile spocchia.

Penso ai consigli sulla scrittura (che dovrebbero essere consigli e non "legge").

Penso alle tante segnalazioni di libri, film e fumetti, magari poco conosciuti, che grazie a lei trovano nuovo pubblico.

Insomma, una direzione costruttiva molto diversa, più matura ed evoluta.

Per questo mi incazzo, perchè quelli che sprecano il talento sono ancora più detestabili di chi le capacità non le ha e si macera nell'invidia.





.

13 comments:

Valberici said...

Su cosa sia la "potenza" di un libro ci farò in seguito un post.
Riguardo a Gamberetta, beh, devo dirti che non mi turba particolarmente.
Nell'ultimo post ha insultato G.L. con l'epiteto di "diversamente abile", ed in questo caso credo che abbia "svelato" un po' della sua natura. Comunque è una ragazza giovane e credo che col tempo perderà parte della sua arroganza intellettuale.


Quello che però mi dà fastidio sono i commenti di suoi "fan" che si accodano ai suoi giudizi, senza aver letto i libri in questione.
Io ho sempre un po' "paura" delle persone che ragionano usando la testa di qualcun altro.
Tra loro c'è terreno fertile per il fanatismo, l'intolleranza ed il razzismo.
Spero che nelle nuove generazioni siano sempre meno presenti questi individui, anche se non ce ne libereremo mai, perchè la madre degli imbecilli è sempre incinta.

imp.bianco said...

La Gamberetta mi ricorda un po' il nano, hanno tutti e due lo stesso problema di manipolare la realtà.

Detto questo mi preparo a morte certa, dato che Mad Dog adora la Decapottabile.

Poi, la caduta di stile, veramente è stata definire D'Andrea un "diversamente abile"...

X-Bye

Fabrizio said...

Sul "diversamente abile" non mi pronuncio nemmeno, chè già mi viene il prurito.

Sui lettori che prendono tutto per oro colato, beh, il post era proprio su quello...

Gianrico said...

allora mi trovo al mare m'a due parole le spendo. Ho detto più volte che il crostaceo senza il carapace di spocchia, supponenza e maleducazione potrebbe anche essere utile alla causa. Ma e' spocchiosa e guarda tutto dall'alto in basso. Supponente, nel senso che suppone di sapere tutto. Maleducata perché solo un maleducato può ritenere utile o anche solo sensato insultare uno scrittore dandogli dell'handicappato il che dimostra che x lei esser tali e' un insulto. Stessa logica usata nel42 a wansee

Anonymous said...

Che risposta!
Mi trovi d'accordo su tutto.

Sai a volte penso che Gamberetta non abbia 19 anni ma molti di più.
Forse c'è qualcuno che lo ha piazzato là per distruggere quello che sta nascendo.
Sai che problema per i produttori di cinema e altri se la gente un domani non fa la fia per "tre metri sopra il cielo" e i Vanzina.

Ho provato anche a linkare la discusione sul sito di Gamba ma lei elimina il link.
Paura?

Fabrizio said...

Anche io ho avuto il dubbio.
Ci sono parecchie conferme che viaggiano in quella direzione e in altre.

Potrebbe anche essere logico pensare che la Gambera sia un'avatar per diversi utenti.

Ma non mi focalizzerei.
Mi importa di quello che scrive, che, come vedi, è contestabile in modo serio e completo.

La Gambera elimina il link perchè sa di avere toppato di brutto stavolta. Non potendo sconfessarmi, censura la verità...

Anonymous said...

Spiace contraddirti. Gamberetta non ha alcuna capacità. Leggendola mi viene in mente la scena di "Will Hunting, Genio Ribelle" in cui Robin Williams rimprovera lo spocchiso Matt Damon di non saper parlare di sé... e gli fa notare che non potrebbe imparare nulla da lui che non sarebbe possibile imparare, e meglio, da un libro!

Gamberetta ha solo 1 qualità... che è una qualità di pura e semplice "forza bruta": la costanza con cui va avanti. Che poi è in linea con la sua coggiutagine (degna di miglior, e meglio combattuta, causa) ma comunque il risultato finale è che qualche fans lungo la strada riesce a farselo... per pura e semplice costanza di presenza (per altro ormai molto diradata).

--metalupo

Fabrizio said...

Ah, sì. La Gambera è un panzer...

Anonymous said...

Perchè, perchè, perchè difendere a spada tratta un libro qualitativamente orrendo?

Perchè non si ammette la caduta (anzi, una caduta non c'è mai stata, in italia si è sempre stati sullo stesso "mediocre" livello) del fantasy italiano?

E perchè non "dimostrare" tutte le belle affermazioni elencate in questo post?

C'è poco da fare, lo stile, il linguaggio e il contenuto di questo libro, come di mooolti altri sempre "fantasy" e italiani, è basso!

Apriamo gli occhi. Tutti.

Fabrizio said...

E perchè non "dimostrare" tutte le belle affermazioni elencate in questo post?

Perchè non leggerle le dimostrazioni, invece di menarla con il solito ritornello della "mediocrità" del fantasy italiano?

E perchè non firmarsi...?

Anonymous said...

Ma non è il solito ritornello, è la realtà! Il fantasy italiano è mediocre, anzi definirlo mediocre è già molto. Invece di perdere tempo (e soldi) con questi libricini, perchè non ci si immerge nella vera scrittura? Di libri veri ce ne sono molti.

A che serve scrivere un nome? Non potendoti aggrappare a nulla, mi chiedi di firmare, certo.

Nessuno. Come Ulisse.

Gianrico said...

mi viene da ridere vedendo quanti cosiddetti lettori siano subito pronti a fare proprie le idee altrui senza alcuna elaborazione delle medesime, una rinuncia alle proprie facoltà intellettive a dir poco preoccupante... la stessa rinuncia che ha portato l'Italia dove essa sta adesso.

Fabrizio said...

@ Nessuno:
probabilmente sconfiggerai l'orrido fantasy italiano ammazzandolo con la noia.

Hai in tasca qualche parola che non abbia già scritto Gamberetta sul suo blog? Comprendo il vantaggio di vedermele recapitate a casa, ma, quando voglio leggere di questi commenti, so dove cercarli.

Grazie della generosità, Nessuno.
A buon rendere...


@ Gianrico:
se la Gambera chiedesse i diritti su tutte le frasi clonate dai "detrattori" del fantasy italiano, diventerebbe ricca, senza nemmeno dover pubblicare con una major.
Americana...