Monday, August 03, 2009

Wannabe Kamikaze






Ovvero com'è che a parlare di "mercato editoriale" gli scrittori wannabe ti guardano sempre male. (Non solo loro, comunque...)

Pesco questo commento dalla Fogna dei Gamberi:


"Volevo ringraziare e scusarmi con tutti coloro i quali, a partire da gamberetta, mi hanno messa in guardia nei confronti di Dazieri e della Mondadori. Mi hanno rifiutata in meno di un mese, dicendo che il mio lavoro non rientra nella loro collana. E Licia Troisi allora cos’è? Non è fantasy anche quello? E tutti gli altri? Mi rifiuto di credere ad una risposta simile. Ora comincio a dubitare della serietà di Dazieri e della casa editrice. Hanno pubblicato storie fantasy disgustose, scritte in poco più di qualche mese. Non dico che la mia storia sia migliore, però l’ho curata in ogni minimo dettaglio in ben 4 anni. Non un’incongruenza bellica, non un inforigurgito nè altro di sballato. Dove sbaglio?"

L'ha postato una certa Mariateresa più o meno un mese fa. Ma non è che sia l'unica a pensarla così.

Leggendo blog e forum mi sono reso conto che quasi tutti gli esordienti pensano al "mercato editoriale" come alla peggiore delle bestemmie.
Loro stanno scrivendo l'ultimo dei capolavori, fatto per risollevare le sorti dell'umanità. Vi pare che potrebbero mancar loro lettori? IL TARGET NON ESISTE. Non parlate loro di target.
Sono le Grandi Case Editrici che ricorrono ai più perversi riti del marketing per pubblicare merda.
Ma è sempre da loro che gli esordienti vanno a presentarsi. Chissà poi perchè...

Ora, potrei limitare la questione al solito "brutta-bestia-l'invidia", di cui si sta discutendo ampiamente nel Ducato.
Ma sarebbe banale e limitativo.
Seguire il ragionamento di Mariateresa mi sembra più interessante e costruttivo. Proviamo a chiederci: "dove sbaglia"?

Per capire bisogna dare un'occhiata al paniere di Mondadori.
Ci trovate un bel numero di autori che fanno fantasy, fantascienza
et similia.
Molti sono stranieri e direi che quelli non contano. Vogliamo fare paragoni con Gibson, Sterling o Heinlein?
Poi c'è qualche italiano assodato. Altieri? Evangelisti? Gente che scrive da lungo tempo e ha ormai nuguli di lettori abituali.
Infine ci sono gli autori seguiti da Sandrone, Andrea Cotti e Silvia Torrealta.
Chi sono? Licia Troisi, Matteo Mazzuca e D'Andrea G.L.

"L'ultimo pirata" di Matteo è, fondamentalmente, un libro per ragazzi. Riesce a fondere le atmosfere di Stevenson con la magia e il divertimento dei Pirati dei Caraibi.
Non a caso Matteo è un fan di Monkey Island.

Licia copre un target già più grandicello con il Mondo Emerso. Con la Ragazza Drago resta vicina a Matteo, ma coinvolgendo maggiormente le ragazze. C'è anche da dire che Licia ormai potrebbe starsene a pieno titolo nella categoria di Altieri ed Evangelisti.

Con "Wunderkind" si sale ancora di età. Già si vira verso un pubblico più adulto, senza però uscire dalla fascia degli "young adults". D'Andrea ha creato un mondo oscuro e strisciante, che può permettersi di sondare un target leggermente più sofisticato. Molti gamberettiani non lo ammetteranno nemmeno sotto tortura, ma "Wunderkind" se lo sono letti e gli è pure piaciuto...

ORA,
se ci ricordiamo che una casa editrice deve pure venderli i libri, iniziamo a capire dove ha sbagliato Mariateresa.
Il punto è che gli editori
hanno bisogno dei lettori e in Italia non è che si legga un granchè.
Per ora gli "young adults" sono un target caldo. I ragazzi tra i 12 e i 18 anni continuano ad essere dei buoni fruitori di narrativa fantastica.

Il Fantasy per Adulti è una nicchia nella nicchia e non ha ancora dei numeri solidi. Numeri che possano interessare una grande casa editrice, per giocarsela con un esordiente.
Si fanno scommesse e sperimentazioni. "Wunderkind" rappresenta un bell'esempio di tutto questo. Il gusto dei lettori sta cambiando e i ragazzi crescono. I presupposti per un mercato di fantasy italiano per adulti si stanno formando.
Ma siamo ancora agli inizi.

Le classificazioni non mi piacciono molto, specialmente quando sono troppo rigide. Ma esistono per un motivo: dare parametri su cui orientarsi.
Mariateresa avrebbe dovuto guardare il suo romanzo e chiedersi cosa avrebbe potuto farsene Mondadori. E' roba troppo simile a quello che già pubblicano? Oppure eccessivamente diversa?
Mondadori è davvero l'unico editore a cui possa interessare il libro?
Tutto qui.
Non è necessario che uno scrittore sviluppi la sua opera pensando ad un target. E' giusto che un autore sia libero di scrivere quello che sente meglio.
Ma è necessario che capisca il contesto in cui la sua opera deve andarsi a collocare.

Mi tornano in mente alcuni post di Roberto Recchioni sull'argomento.
Li trovate qui, qui e qui. Sono per gli sceneggiatori, ma molte cose andrebbero bene anche per chi scrive romanzi. In particolare il post dedicato a Tito Faraci. In realtà l'intera Via del Bushi può essere interessante.

Chissà che le Marie Terese non scoprano davvero "dove hanno sbagliato" e imparino a proporre le cose giuste, nel modo giusto, alle persone giuste.

22 comments:

Hanuman said...

Stavo per ribattere al tuo post, poi ho letto questa frase:

"Non è necessario che uno scrittore sviluppi la sua opera pensando ad un target. E' giusto che un autore sia libero di scrivere quello che sente meglio.
Ma è necessario che capisca il contesto in cui la sua opera deve andarsi a collocare."

... e mi sono detto che non avevo molto da aggiungere. Anche per me, il problema non è dove collochi il romanzo/fumetto o quel che é prima di averlo scritto, ma dopo. Perché la pletora di gente che usa l'alibi di "io sono un vero professionista" per non sprecarsi mai in nulla di personale è dannosa quanto gli arraffazoni dell'ultima ora. Aggiungo al consiglio di leggersi i post di Rrobe anche quello di guardarsi qualche commento (per me molto molto indicativo) di Ausonia.

Fabrizio said...

O adatti la tua voce al mercato o trovi un mercato per la tua voce.

In realtà ci sono tante vie di mezzo.
Capita anche che la tua voce sia il mercato. Ed è la circostanza più figa...

Valberici said...

"Non un’incongruenza bellica, non un inforigurgito nè altro di sballato. Dove sbaglio?"

Ecco, secondo me il problema è tutto in queste due frasi.
I "seguaci" di gamberetta non hanno ancora capito che la forma conta come il due di picche... carta senz'altro indispesabile ma dal valore molto basso. ;)

Fabrizio said...

Come fare una scopata con una tizia che ha in mano un righello e un cronometro...

Baol said...

Ecco...come al solito arrivo io a fare le domande cretine...cos'è uno scrittore "wannabe"? Fabrì, tu usi un linguaggio troppo GGiovane per me :D

(ah...se non ci fossi io a portare un po' di sana scemenza in post così importanti)

Oh...non è che anche quest'anno scendi in Puglia e non avvisi eh!!!

Valberici said...

Esatto :)

Valberici said...

nel suo libro c'è una frase che non capisco: "il suo cuore lungimirò allungo nella fantasia immaginando l'impossibile" ?


Boh?

:D

Fabrizio said...

@ Val:
non lungimiro abbastanza. Temo di essere impossibilizzato...

@ Baol:
No, non ti preoccupare. A 'sto giro la macchina di Gis si è suicidata direttamente nel parcheggio. ^__^

Hanuman said...

"Non un’incongruenza bellica, non un inforigurgito nè altro di sballato. Dove sbaglio?"

Ma magari un romanzo che è una rottura di coglioni devastante, chissà. Il problema non è Gamberetta (che ha dei punti di vista interessanti, quando si stacca un minimo dalle sue Tavole della Legge personali) ma il branco di pecorame che la segue e bela quello che dice senza il minimo filtro.

Fabrizio said...

@ Hanuman:

sì, i belati sono il peggio.
Mi hanno segnalato che la Mariateresa in questione si fa chiamare Meloth su Fantasy Magazine.
Credo che il libro a cui si riferisce sia questo

Anonymous said...

Ciao!!!
Sono venuta fin qui per caso, da un link trovato sul sito di uno scrittore che ho iniziato a conoscere da poco....... beh, posso dirti che nella mia classe moltissimi scrivono e moltissimi leggono il genere young adult. Sono dei romanzi che pure io ho trovato carini e interessanti, forse senza pretese qualche volta ma che convincono molto.
Però Wunderkind non lo considero young fantasy. A quetso genere io associo Licia Troisi, Francesco Falconi, Miki Monticelli e Luca Centi (questi due ultimi li ho scoperti per caso e mi sono piaciuti un botto). Wunderkind è per adulti, fine, non si discute. Mi ha intrippata da morire, l'autore è un genio! Magari ce ne fossero altri così...

Fabrizio said...

Wunderkind è uno young adult molto adult. ;)
Ma alcuni pensano che anche IT faccia parte della categoria, fai tu.

Non avere paura di firmarti e torna a farmi visita, ok? ^__^

Anonymous said...

credo che questo sia il blog di mariateresa http://edhwenden.blogspot.com/2009/08/cosa-manca-agli-scrittori-di-fantasy.html#comment-form

Fabrizio said...

Ci terrei a specificare che il mio post NON è un attacco personale a lei.
Mariateresa è l'esempio di un atteggiamento che trovo sbagliato. Ma non ho assolutamente nulla di personale nei suoi confronti, sia chiaro.

Anonymous said...

Non intendevo insinuare questo, chiaro. Solo che ieri mi sono "imbattuta" in lei e nei suoi commenti sia su FM che su 2 blog (tra cui questo). Sono io quella che si è incuriosita...

Fabrizio said...

Sì, effettivamente i suoi commenti sono abbastanza particolari.
Distanti dalle mie posizioni.

Ehi, pensi di restare anonima ancora per molto?
Metti una firma, così posso distinguere i tuoi commenti -__^

Adelasia said...

D'accordo, ma preciso che solo gli ultimi 2 post anonimi sono miei (credo di essere un po' più grandetta della signorina del post precedente).
Come da nick di fantasy magazine... Adelasia

Marina said...

C'è anche un'altro caso: molte persone che inviano un manoscritto sono convinte che sia perfetto perché hanno imparato a recitare a memoria, a rovescio, controluce e con andamento bustrofedico Le- Sacre-Regole-degli-Scrittori- Famosi. Senza capire che la pratica e la grammatica non si elidono a vicenda ma si compediano. Ergo, pur sapendo in punta di dita 'Le-Regole' (pronunciare con tono lento ed enfatico, aspirare la 'r' e rispettare la pausa fra le due parole, mi raccomando 8-)), non sono capaci di assimilarle e finiscono per scrivere comunque delle boiate pazzesche.
E' la stessa cosa dell'Algebra: non basta sapere a memoria tutte le regole per risolvere un problema. Il problema lo devi vedere prima nell'insieme per capire cosa puoi applicare e cosa no (so quel che dico, ahimé: in Matematica oscillavo sempre fra il 4 e il 5 8-), pur sapendo a memoria qualsiasi teorema del piffero mai concepito dal matematico più sfigato. E non mi ha mai aiutato, mi tenevo la mia media bestiolosa del 4/5, salvata poi sempre fortunosamente da interrogazioni teoriche; opzione non disponibile, però, sfortunatamente, nel corredo dell'aspirante autore)

Fabrizio said...

@ Adelasia:
bravissima e grazie per le visite ;)

@ Marina:
...matematico! E' proprio il caso di dirlo.
Tra i miei compagni designer eravamo soliti dire che quelli bravi sapevano eludere le regole nel modo e nel momento giusto.
Sapere quando è il caso di deviare, seguendo un proprio percorso, è la vera maturità.
Che non deve essere scambiata come completezza.

Comunque qui si parla anche di "abc": molti di questi manoscritti hanno periodi lunghissimi e punteggiatura inesistente. Ripetizioni a profusione.
Insomma, non è questione di saper scrivere bene. Ma di saper almeno scrivere...

Marina said...

Dì la verità: mi hai riconosciuta perché son tradita anche qui con l'immancabile refuso (un'altro) 8-)... No, proprio non ci riesco a postare senza sbarellare la battitura in qualche modo :) C'è un corso per de-missilizzare il tempo di redazione di un post? E' come Obi Wan Kenobi: la mia unica speranza :D

Tornando all'argomento del post: verissimo che il 98% dei manoscritti inviati fanno sintatticamente pena, l'ho sentito affermare da parecchi editori...

Mentre tornando al tuo esempio di autrice in erba, ho guardato i suoi post sul blog: sono di un'ingenuità che fa tenerezza e si spacciano invece per perle di saggezza... Se mettesse un quarto dell'impegno a capire dove sbaglia lei, anziché additare dove sbagliano gli altri, starebbe già a metà dell'opera.
Poi fa un mischione fra nomi famosi o relativamente famosi con gente assolutamente sconosciuta come Rocca, che fra l'altro ha pubblicato con contributo e che NESSUNO si è mai sognato di incensare (anche perché non lo conosce nessuno). Non è difficle capire quale sia la sua fonte no? ;)

Fabrizio said...

E scrive "Prop" con una "p" sola...

Fabrizio said...

Aggiungo:
"ma quello non era Facebook?"

giuro che mi sono piegato, Marina ^__^