Saturday, September 19, 2009

Quando guardi i fantasmi, i fantasmi guardano te.








Devo ammetterlo, faccio fatica.
Non esiste una relazione logica tra l'anziana signora, da cui ho imparato a giocare a scacchi, e l'essere impaurito e collerico che c'è adesso. Esiste solo una relazione illogica e subdola, che si chiama Alzheimer.
Ecco, l'ho detto, mia nonna ha l'Alzheimer. Ed è come se l'avessi sempre saputo, anche se mia madre e mio zio avrebbero voluto negarselo. Perchè in fondo al cuore, ma nemmeno troppo in fondo, anche loro non se la spiegano questa relazione.
Ora mia nonna è in un centro di cura, con altri malati che, come lei, vedono le cose che non esistono.
Lunedì sarà la giornata (mondiale? nazionale?) dedicata a questa malattia. Ci sarà una conferenza, qua a Torino, e io andrò per saperne qualcosa in più. Per trovare qualche strumento per poterli combattere quei fantasmi o almeno conoscerli. Trovare il modo per guardarli in faccia, senza tremare.

Ma devo ammetterlo, faccio davvero fatica...


P.S.: se avete avuto esperienze con questo brutto cliente e potete darmi qualche consiglio, non esitate. Qualsiasi dritta potrà essere utile per me, per i miei, ma soprattutto per mia nonna.

P.P.S.: c'è una persona che vorrei ringraziare pubblicamente. Mi ha scritto una lettera bellissima, giorni fa, quando ha letto di questa cosa. Quella lettera è servita a risollevarmi il morale, almeno un pochino.
Questo per la
grama gente che vede il fantasy italiano come un mondo di persone ipocrite, in cui nessuno è amico di nessuno.

P.P.P.S.: per il nervùs che avevo stamattina, ho detto quello che pensavo sul blog di Lara, in un post diventato flame per la stessa grama gente di cui sopra. Ho fatto una cazzata: Lara ha deciso di chiudere il blog e io mi sento co-responsabile, avendo alimentato il flame.
Mi dispiace molto e spero che cambi idea. Altrimenti, come dice Gianrico, siamo al livello del terrorismo culturale anche nel fantasy. E non è un per niente bello.

7 comments:

imp.bianco said...

Mi dispiace molto Fab...

Fabrizio said...

Grazie Impo

Valberici said...

Purtroppo l'Alzheimer è una brutta bestia.
Non esistono consigli "risolutivi", posso però dirti che la qualità di vita del malato dipende molto da come è seguito e assistito.
Il fatto che tua nonna sia in un centro di cura è cosa buona e giusta.
Comunque quando torna a casa dal lavoro chiedo a mia moglie se ci sono "dritte" da dare.
Infatti il suo lavoro consiste proprio nell'assistere i malati di Alzheimer.
Intanto ti sono vicino e spero che tutto vada nel miglior modo possibile.

Bruno said...

Per quel poco che può contare, hai la mia solidarietà.

Fabrizio said...

Grazie Bruno. E non è assolutamente poco, credimi. ;)

Val, ogni cosa, anche minima, è preziosa per me al momento. Come ho detto, domani ci sarà il convegno e cercherò di saperne di più. Ma in queste cose le esperienze personali hanno un valore incommensurabile.

Valberici said...

Mia moglie mi ha confermato che non è possibile dare cure adeguate "in famiglia".
Mi ha detto che nella malattia si individuano 4 fasi e solo nelle prime due è consigliabile un centro diurno e il rientro a casa quotidiano.
Le nuove medicine (si usano cerotti per la somministrazione) hanno una piccola efficacia solo nelle prime due fasi.
Purtroppo non c'è molto altro che la famiglia possa fare dopo aver affidato il malato ad una struttura :(

Fabrizio said...

Grazie Val. Ora è da capire in che fase sta mia nonna. Comunque sarebbe problematico assisterla a casa dai miei o da mio zio.
L'unica è trovare una BUONA struttura.