Wednesday, October 07, 2009

Lettor Jack Sparrow, prego.





Sì, pare che anche sulla Perla Nera ci sia una libreria. Ma non ci sono scaffali: basta un hard disk, che è più comodo e meno ingombrante.

Oggi Zio Prodigio parla di ebook e di pirateria. Ne parla in modo lucido e disincantato, abbattendo i falsi miti legati alla distribuzione online. E distinguendo tra la realtà dell'industria musicale che, pur essendo legata alla produzione creativa, viene usufruita in modo molto diverso.

Francesco mette in luce come, nel mondo della musica, la pirateria e la distribuzione via web non abbiano portato il pluralismo sperato. Le major la fanno ancora da padrone e i talent show sfornano ancora prodotti costruiti ad hoc.
Gli artisti hanno ovviato la perdita economica, barattandola con la notorietà e basando gli introiti sui tour, le ospitate televisive e l'utilizzo delle musiche per le colonne sonore.

Per gli scrittori è tutta un'altra storia, si direbbe.
Gli scrittori non fanno concerti e non sono personaggi pubblici, anche se molti integralisti del fantasy mandano loro lettere minatorie.
Gli scrittori in Italia fanno
comunque fatica a vivere delle loro opere. La pubblicazione online non conferisce ancora tutti questi vantaggi agli esordienti.
Per Francesco l'ebook non è affatto la terra del bengodi per gli scrittori nascosti.
Ma non è nemmeno la terra della disperazione, in cui la pirateria sembra destinata ad affamare ogni creativo, espropriandolo dei diritti d'autore.
Il cartaceo si vende ancora e la gente non sì è gettata sui lettori di ebook, costosissimi, ancora ottimi per torturare la vista.

Falconi ha ragione? Ha torto? E' vero che, come dice la Gambera, gli ebook moltiplichino le vendite del cartaceo?

Io sono in parte d'accordo e in parte no. E moderatamente speranzoso.
Noto ancora, sullo sviluppo di questo tipo di fruizione, tre grossi scogli:

  1. La qualità del supporto. E' ancora dannatamente difficile leggere sugli ebook reader. Con un ovvio paragone con la stampa, la tecnologia non è ancora all'altezza. Ci arriverà presto, probabilmente. Ma non c'è ancora.
  2. Il costo del supporto. Gli ebook sono ancora carissimi, in proporzione a quello che fanno. Certo, la convergenza dei media ci fa intuire che il nostro prossimo assistente digitale sarà un incrocio tra un netbook, un videofonino e un ebook-reader. A quel punto il prezzo varrà la spesa ed è anche probabile che quel prezzo non sia così alto quanto immaginiamo. Ma non c'è ancora.
  3. Non esiste una nuova economia, adeguata per i produttori di creatività. Dove sono i guadagni possibili, per uno scrittore esordiente del Ghana, dati da una distribuzione potenzialmente globale? Come si fanno a mettere d'accordo i fruitori, che vorrebbero materiale gratuito, e i produttori, che vorrebero un legittimo ritorno per le proprie opere?

Fateci caso, le idee di una nuova economia della creatività, nel circolo del fantasy italiano, non sono mai discusse. Si fanno linciaggi mediatici per (presunti) autori avidi e venduti al marketing. Oppure si costruiscono altari per i "cavalieri illuminati", che scrivono per passione e quindi devono fare un altro lavoro, nonostante tutto.

Io credo che, quando gli scogli 1 e 2 saranno superati, la partita si giocherà tra quegli editori lungimiranti, che vedranno nei social network il modello editriale del futuro.
La pubblicità continuerà ad essere la chiave per le nostre fruizioni gratuite. Le case editrici del futuro si baseranno sugli inserzionisti, come capita per le attuali TV e per la free-press.

Vuoi scaricare gratuitamente il nuovo volume di Martin? Non c'è problema. Ma tra un capitolo e l'altro avrai banner o locandine pubblicitarie. In America questo succede già nei fumetti cartacei. Perchè non potrebbe accadere anche sui libri?
Si stamperanno meno copie cartacee, forse, ma con una migliore sostenibilità ambientale del pianeta. Allo stesso tempo quelle copie stampate punteranno tutte sulla qualità.
La pubblicità dovrà esserci e dovrà essere tanta, per sostenere tutto. E avrà prezzi più bassi e sarà personalizzata, in base ai gusti e alle provenienze dell'utente.
La tizia shopaholica di Torino vuole scaricare la Kinsella gratis? Avrà la pubblicità della boutique di via Roma.
Il tizio di Milano vuole downloadare il manuale di cucina fusion? Tra le pagine troverà il banner per il sito di Nobu.
Il nerd lucchese vuole leggere il nuovo tomazzo fantasy? Scoprirà anche chi saranno gli ospiti della prossima comic convention.

Questo probabilmente sarà il futuro per l'editoria.

La pirateria non avrà più molto senso, quando tutto, ma proprio tutto, sarà offerto ufficialmente e gratuitamente.

E credo che la pubblicità ci starà molto meno sulle palle, perchè non dovremo più sorbirci quella casuale e inutile dell' attuale televisione generalista.
Zero noie, molti servizi.


(L'immagine all'inizio del post è di di Luca Tarlazzi. Andate a scoprire il suo sito, chè merita ;)


6 comments:

Gianrico said...

mmmm... resta il fatto che pippo scribacchino, che abbia voglia di scrivere qualcosa e che non sia fortunello tanto da pubblicare con un editore, potrebbe trovare nella licenza CC e nella pubblicazione via web un modo intanto per fare esistere da qualche parte il proprio lavoro, in secondo luogo per avere la minima speranza che qualcuno legga quanto ha scritto. Il problema è far si che esista un luogo ad hoc.

Fabrizio said...

Non esiste uno youtube del fantasy, per esempio.
O meglio, non esiste qualcosa che abbia una community così interconnessa e che abbia una tale facilità d'uso

Alessandro "Okamis" Canella said...

Intervengo solo su un punto, visto che il mio pensiero, almeno nelle sue linee generali, l'ho già espresso sul sito di Francesco.

Dire che "con un ovvio paragone con la stampa, la tecnologia non è ancora all'altezza" è falso. La tecnologia c'è, e si chiama "E-Ink". La resa è perfetta (anche perché alcuni lettori permettono addirittura di ingrandire la dimensione dei caratteri) e ricordo che tale tipologia di schermi non è retroilluminata, quindi non può affaticare la vista più di quanto faccia un libro normale. E' vero invece che il costo è ancora abbastanza elevato, ma considerando che in appena due anni i prezzi sono passati da una media di 3/400 Dollari a una di 200, dire che c'è da ben sperare, soprattutto perché la domanda aumenta come successo per ben poche tecnologie nella storia dell'uomo (neppure la diffusione dei computer a uso domestico fu così rapida ai tempi). E' comunque molto probabile, come già sottolineato da te, che il prossimo passo sia uno strumento multifunzione simil blackbarry o netbook, il che porterà a un nuovo rialzo dei prezzi (a questi, bisognerà vedere se si affiancheranno gli e-book doppio schermo e richiudibili, proprio come per i libri "normali", il che garantirebbe anche una maggiore robustezza del prodotto; ma per ora sono ancora dei prototipi).

Fabrizio said...

Ma l'e-ink non è solo in bianco e nero, per ora?

Alessandro "Okamis" Canella said...

Da quest'anno esistono anche modelli a colori, come il FLEPia di Fujitsu, ma costano un occhio della testa (dai mille dollari in su), quindi ora come ora sono solo dei giocattoloni da figli di papà per fare gli sboroni ^_^
Comunque, se si parla di fumetti, gli EBR di certo non sono ancora tecnologicamente dotati (e poi non se esistano fumetti venduti on-line in formato elettronico; su questo campo di certo sei più informato di me ;-); se invece si parla di romanzi, allora la storia cambia. Anch'io avevo dei dubbi sulla reale resa di questa tipologia di schermo, ma ti assicuro che il risultato, visto dal vivo, è eccezionale :D

Fabrizio said...

Sui fumetti ho visto roba molto, molto interessante su iPhone.

Speriamo che dai mille dollari cali uno zero... :D