Friday, May 21, 2010

Finalmente gli Zombie a Milano.







"Cosa voglio di più" è un film che non sarei andato a vedere nemmeno se mi avessero pagato per farlo. Nemmeno per un letto pieno di escort assatanate in un super-attico della Crocetta. Beh, forse per quello sì, ma diciamo che ce ne sarebbe voluta di roba per muovermi verso il cinema.
Sapete quanto costano gli attici in Crocetta, oggi?
Poi becco il post di Leonardo Tondelli sull' Unità.it.
Il sunto è cosa sarebbe successo a questo film, se nel secondo tempo ci fosse stata un' invasione di zombie.

Capite quando diciamo che Muccino, Moccia e anche Paolo Giordano sono parte del problema?
Pensate agli anni '70. Secondo voi uno come Soldini avrebbe ricevuto più finanziamenti di un Dario Argento, per confezionare questa cagata post-ultimo-bacio?

Le donne italiane sono davvero ridotte così male da sperare di "scoparsi" clandestinamente Pierfrancesco Favino nei cinema?
Sposo la teoria di Tondelli: il cinema dovrebbe fornire sogni, argomenti, pensieri.
Non scialbe e rigide copia della realtà.
O peggio, surrogati consolatori.


4 comments:

licia said...

Miiii, per una volta dissento! È un momento storico! :P
Guarda, penso che non si possa generalizzare. Non è che realismo = orrore, fantasia = figata. Un buon 70% dei film fantasy targati USA degli ultimi anni li trovo scadenti, esattamente come l'ultimo film di Favino che sono andata a vedere (L'Uomo che Ama, due ore intorno al niente). Il problema è la qualità, non il soggetto.
Meglio Tutta la Vita Davanti, che trovo uno splendido film, piuttosto che l'osceno Supernova, fantascienza senza un perché.

licia said...

Postilla: però devo dire che l'articolo dice il vero (almeno applicandolo a L'Uomo che Ama, che almeno ho visto, a differenza di Cosa Voglio di Più). Ma non è una questione di genere cinematografico. Per dire, Il Divo parla di storia, ma è il film italiano più figo degli ultimi vent'anni o giù di lì. Come al solito, è l'originalità del punto di vista che conta. Anche la storia di due pallosissimi fedifraghi la puoi raccontare con piglio e brio, senza per questo farli divorare necessariamente dagli zombie nel secondo tempo :P
Cerchiamo di non cadere nel tranello; ok nobilitare il genere, ma non a prezzo dello svilimento del manistream, sennò siamo da capo a dodici. Dev'essere la qualità, ripeto, l,a qualità priva di qualsiasi pregiudizio, che prescinde dal genere, dall'attore e da altri cazzi e mazzi (che poi Favino ha pure fatto Narnia, per dire), che deve valere come unico metro di giudizio.

imp.bianco said...

Ma magari. Sarebbe fighissimo. Se poi non facessero sapere nulla della parte zombie. Tu vai a vedere un film del genere... e fantastico! XD

X-bye

Fabrizio said...

@ Licia:
ah, sì, ma io sono completamente d'accordo. La vera differenza qui potrei sommarla provocatoriamente in un realtà VS reality.
E' un po' il discorso che faceva G.L. dicendo che è difficile raccontare la realtà senza entrare negli stereotipi della cronaca o della realtà stessa. E' a quel punto che diventa "reality", ovvero una visione artefatta e stigmatizzata della realtà, dalla quale tende ad allontanarsi dopo un po'. Come dici tu, l'originalità del punto di vista è essenziale.

@ Impo:
ehhhh, ma sarebbe difficile mantenere il segreto! ^____^ E diventerebbe un film di nicchia.
Molto di nicchia...