Thursday, June 24, 2010

"La Scienza e l'Arte di causare cambiamenti in conformità con la Volontà"






Il titolo del post è la definizione che Aleister Crowley ha sempre dato alla magia. Se interpretiamo la frase dal punto di vista delle nostre suggestioni letterarie e cinematografiche, ci vengono in mente palle di fuoco, bastoni stregati e danze della pioggia. Ci vengono in mente Gandalf ed Harry Potter.

Eppure, senza andare così in alto e così lontano, non è pur vero che è possibile cambiare la realtà andando ad agire sulla nostra percezione?
Noi non abbiamo mai un quadro completo della realtà.
Ce ne facciamo uno.
Ce lo costruiamo, con dei metodi di indagine propri. Spesso ci obblighiamo analiticamente a giungere ad un'interpretazione, per poter fare una scelta e non restare fermi.
Guardate il logo in cima.
La realtà che evoca vi parla di un liquido dolciastro, che calma in modo blando il mal di testa?
Oppure quel logo parla di amici, parla di convivialità, parla di sorrisi, parla di spiagge, parla di sollievo dal caldo?

Quanto c'è della magia di Crowley - oggi - nel design e nella comunicazione?
Quanto è magico un iPad?






7 comments:

Baol said...

Credo che sia meno magico di quello che si pensi...al massimo è molto bello

Okamis said...

Di "magico" c'è appunto lo slogan.

"Un dispositivo magico e rivoluzionario, a un prezzo incredibile"

Sul fatto che l'iPad sia rivoluzionario avrei molto da ridire. Sul fatto che il prezzo sia "incredibile" invece sono perfettamente d'accordo. E fortuna che c'è la crisi ^_^

Fabrizio said...

La magia è lo slogan, ragazzi.
E lo slogan è magia...

Okamis said...

Beh, scusa ma come slogan è un elogio alla banalità, al di là di tuto quelli si possa pensare sull'oggetto. Quanti millisecondi ci saranno voluti per idearlo?

Fabrizio said...

Per quello probabilmente pochi.
Per altri slogan probabilmente molti di più.
Anche quelli banali, alle volte vengono considerati comunque efficaci. E lo sono. Basti vedere la banalità dell'Italia in cui viviamo.

Un'altra dimostrazione che il linguaggio crea la realtà.

Okamis said...

Vero, ma il risultato non giustifica il mezzo (per fare il verso a un famoso detto). Il fatto che un messaggio abbia una grande presa sul pubblico, non significa che sia un buon messaggio; al massimo è un messaggio efficace, che però è cosa ben diversa. Anche perché, se volessimo applicare il medesimo discorso al campo artistico, il fatto che autori come Moccia, Meyer e compagnia bella abbiano successo può forse elevarli a bravi autori? A mio avviso no. Tra efficacia e bellezza c'è una grossa, grossissima differenza. Occorre quindi decidersi: stare dalla parte dell'efficaca o stare dalla parte della bellezza. Per quanto mi riguarda la scelta è facile.

Fabrizio said...

Eh, lo so. Sarei anche d'accordo. Il problema è che l'efficacia ti fotte comunque.
E allora il linguaggio torna comunque, solo che bisogna cambiarlo ed è un'operazione difficile da fare in tempi brevi.