Tuesday, November 02, 2010

Dal vostro inviato a Lucca 2010...






Sono tornato e adesso mi tocca rientrare nella dinamica torinese. Già solo a livello percettivo.
Tipo che i tizi che girano in costume, all'angolo della strada, NON sono più cosplayer. Sono transessuali. E cambia, nè...

Comunque, l'esperienza Lucchese è stata faticosa ma molto appagante. Lo staff di Radio Impronta Digitale ha tenuto davvero un gran bel ritmo e, personalmente, ho avuto modo di conoscere tante belle persone e di rivedere un sacco di amici.
Intanto Leganerd parla della conferenza che noi di FOA abbiamo tenuto domenica mattina ("Il Fantasy Italiano, clonazione o evoluzione?") con Pierdomenico Baccalario, Mark Menozzi, Francesco Dimitri e Luca Azzolini.
Ed è bello vedere come gli sforzi di un buon team diano buoni frutti, man mano.
Per me è stata la prima occasione di moderare un incontro e - nonostante un po' di tensione iniziale - alla fine è andato tutto bene. Soprattutto, è stata l'occasione di un confronto tra gli "attori" del settore, siano questi scrittori, editor o lettori. Poi, il fatto che l'atmosfera si sia scaldata segna solo che il fantasy italiano c'è, è vivo e scalpita. Forse non ha ancora l'esperienza o la consapevolezza di confrontarsi con quello anglosassone, ma ci sta lavorando, in un clima non sempre così facile.








Per il resto, Terry Brooks che mi firma i libri ma mi sgarra la dedica è impagabile quasi quanto le bevute in Piazza dell'Anfiteatro. Sabato con Luca Tarenzi e Francesco Dimitri. Domenica con Paolo Barbieri, Ausonia, i Tatini, Cammo e buona parte del comicdom italo-americano, compreso Mr. C.B. Cebulski della Marvel, che è simpaticissimo.











Infine, non ho praticamente comprato fumetti a questo giro, ma mi sono portato a casa una leggenda fatta di Acciaio Giapponese.
E come dice Hattori Hanzo:

" If, on your journey, should you encounter God, God will be cut."







2 comments:

astrosio said...

ero presente al dibattito. e sono d'accordo con te: indipendentemente dai punti di vista, e' stato bello vedere un vero dibattito. mi spiego: ormai, la polemica letteraria, che almeno in teoria avrebbe pure una bella tradizione, e' paludata, patinata, tesa piu' alla conservazione di sedie e poltrone che all'innovazione, alla sperimentazione eccetera. questo anche perche' spesso la lettura e' ormai considerata una roba da cervelloni sensibili piu' che un piacere vero e proprio. quale e' o dovrebbe essere.

Fabrizio said...

Guarda, l'unico motivo per cui non sono completamente soddisfatto è che si è parlato più di problemi che soluzioni.
Forse non è ancora arrivato il momento e forse altre conferenze come questa, in cui chi interviene ci mette la faccia e non un nickname, possono riorientare il genere, per portarlo alla consapevolezza e alla maturità.