Saturday, February 27, 2010

OMG! Commander sta baciando una minorenne!












E ha pure le mutande di fuori! (La minorenne, non Commander...)
Questa è stata la reazione che ho avuto quando ho visto le immagini di Transformers Kiss Player.
Ora, qualche sito specializzato ammette che questa serie - nonostante tutto - è una sorta di retcon tra tutte le altre, da Generation 1 in poi. Ma in soldoni è una storia di Transformers che beccano power-ups quando vengono sbaciucchiati da delle ragazzine.
Visibilmente minorenni.
CAZZO!

I geni del
marchetting dicono che è stata una strategia per avvicinare le ragazze al franchise.
Con ragazzine svestite, spesso spruzzate di liquidi di
dubbia provenienza.
E con Megatron che, appena le vede, le rincorre per violentarle!





Io NON credo che così si avvicinino le ragazze alla roba geek. Nemmeno con un vibratore di Hallo Kitty in regalo.

Qualcuno lo spiega ai giapponesi
nerdazzi?

Badate che io non ho problemi con le versioni porno di DragonBall o Naruto. Goku può scoparsi chi gli pare. Ma la pedofilia suggerita con un franchise così conosciuto? No, grazie.


Comunque, la delusione fatta Transformer non finisce qui:


Ecco a voi Optimouse Prime...

(ARRRRRGH!)

Friday, February 26, 2010

Freddy scopre se i vampiri di Twilight brillano anche dentro...





Grazie al nuovo trailer di "Nightmare on Elm Street" molti stanno già cinguettando felici. Pare che il tizio affettato nel bar facesse parte del cast di Twilight, ergo probabilmente ha gli intestini sberluccicosi.

Io sono ancora incerto.
Mi piace che Freddy si veda molto poco e approvo la svolta "minimal" del nuovo volto. Avrei preferito più denti e meno occhi, ma vedremo nel fim. Devo dire che le immagini che mi hanno colpito di più sono quelle in cui Freddy non è Freddy. La bambina. La dottoressa. Cose così.
Tante citazioni e tanta atmosfera da teen movie. Certo, l'originale è un caposaldo del genere, quindi questo look da dopo "The Ring", dopo "So cos'hai fatto" è più che comprensibile.
Sono io che inizio ad odiare gli adolescenti americani...
Insomma, vedremo.

Vedremo quanto oseranno giocare sull'archetipo del "padre strupratore".

E qui consentitemi l'excursus.
Quando GL ha tirato fuori questa storia, riguardante il primo film della saga, le mie budella scricchiolarono. Perchè sono poche le cose più scabrose e disturbanti di un padre stupratore.
Ma Luca aveva gia accennato a questo archetipo al Salone del Libro, parlando di Herr Spiegelman. Ci eravamo conosciuti faccia a faccia da trenta secondi e salta fuori questa storia.
Giuro che è stato un clistere a ciel sereno. Se eravate lì vicino e avete sentito "PLUC!", sappiate che ero io.
Ed ero assolutamente impreparato: a me ricordava il ciccione di Cowboy Bebop o Violator. Un connubio sovrannaturale tra il Joker e il Pinguino. Figuriamoci se avrei mai pensato a un padre stupratore!

Quella forse è stata la prima, involontaria lezione di Magia Nera.

Vedremo quanta ne hanno imparata gli autori di questo nuovo film.


Thursday, February 25, 2010

P.F.N.S.
P
er Favore Non Sparire






Ringraziamo l'artista giapponese Rockin' JellyBean per aver realizzato la statuetta di Susan Storm più P.F.N.S. di sempre. Rockin' è abbastanza conosciuto sulla scena artistica undergrund di Los Angeles, principalmente perche disegna maschere da luchadores messicani (yiekes!) e tanta roba erotica.
La Mamegyorai, invece, me la ricordo per aver prodotto la più realistica Action Figure di Due Facce, presa direttamente da il Cavaliere Oscuro. Probabilmente, se la annusate, puzza di bruciato...

Tornando alla Donna Invisibile, probabilmente non saranno i suoi campi di forza a tenervi lontano da lei. Ci penseranno direttamente gli ideogrammi: provate a fare un ordine da un sito scritto unicamente in kanji. Capirete quanto possano essere utili certi amici fottutamente otaku...

Vi lascio con la vera chicca di questo pezzo: il poster disegnato in versione Jack Kirby. HOLY MOLY!



Tuesday, February 23, 2010

Sarete tutti assimilati dalla Banana Collettiva






Non c'è nessuno scampo. Dopo aver letto le sensazionali rivelazioni su Lady Gaga pubblicate da Vigilan Citizen e tradotte da Diegozilla, ho capito che non abbiamo nessuna possibilità di evitare il processo.
A questo punto, meglio accelerarlo.
Questo video vi trascinerà oltre nuovi orizzonti allucinatori, roba da cinema odoroso.
Buon trip...

Sunday, February 21, 2010

L'Italia è una monarchia televisiva fondata su Maria DeFilippi








Che gli Italiani siano governati da una massa informe di casalinghe di Voghera, è cosa nota. Che queste casalinghe siano terribilmente idiote, pure. Ma quella che ho visto ieri sera al festival di Sanremo è una conferma così schifosamente sfacciata, da non avere precedenti.
Quindi le cose sono due:
  1. le casalinghe datate hanno votato in massa Emanuele Filiberto. Le loro figlie sciampiste hanno votato Scanu.
  2. Il Trio Losco ha ingaggiato una decina di call center per votare in massa.
Per altro, le due non si escludono.
Il grosso problema è che per Magia Nera passi l'idea che Filiberto sia uno in gamba. Quando è un grandissimo ipocrita, che sta usando le televisioni per costruirsi un consenso politico. Basta ascoltare il testo della canzone, per capire che è uno sdoganamento Savoia fatto ad hoc.
Poi , per carità, abbiamo la nipote di Mussolini in parlamento, perchè il savioardo no? E' una pura questione di coerenza.
Io leverei entrambi dalla politica e il caso sarebbe chiuso.

Comunque, il momento più esaltante del Festival è stata la rivolta dell'orchestra:





Nella mia personale classifica avrebbe dovuto vincere Cristicchi




E comunque, caro Morgan, ti hanno fatto un favore ad impedirti di andare...

P.S.: il titolo del post è una citazione di uno status Facebook di Stefano Sgambati. Grazie Stefano!

P.P.S.: un' ottima analisi dell'orrida canzone di Pupo e Filiberto la trovate su Carmilla



Friday, February 19, 2010

Aridatece Morgan







No, non ho ancora parlato di Sanremo, ma non resisto.
Sì, siamo in piena fase post-miracolo, con un festival che vive di rendita dopo Bonolis.
Sì, la Rai dovrebbe pagare a Morgan un risarcimento gigantesco per la pubblicità gratuita...

Sanremo è tornato ad essere una palla, ma cerca di non farlo vedere troppo.
I ragazzini li pescano con i gggiovani di Amici e X-Factor, questa sera con i Tokyo Hotel. Tuttavia, quelli in gara si beccano qualche minuto se va bene, ma vabbè...
I
l vero problema è Antonella Clerici. E' goffa, ha dei ritmi lentissimi e conduce Sanremo come "Ti Canto Una Canzone". Insomma, è terribile.
Poi, per carità, il festival ingessa ogni conduttore. La Clerici è sempre meglio di
Pippe Baude. Ma, se qualcuno si aspettava un pizzico di verve, dovrà cercarla altrove.

La prima sera hanno aperto appunto Bonolis e Laurenti. Una sornionata, visto il successo dell'anno scorso. Già da subito ti fanno rimpiangere quello che è stato e che non sarà, nonostante un intervento lunghissimo.
Così, ci becchiamo Antonulla, che almeno ha cambiato stilista dall'ultima volta. Ora non può più essere scambiata per una meringa gigantesca.

Le canzoni.
La noia come al solito regna sovrana. Si salvano Cristicchi, Arisa, Marco Mengoni e - sorprendentemente - Nino d'Angelo. Il resto è lo sconforto più profondo, nonostante i critici tengano Malika Ayane su un palmo di mano.
E allora ti resta il tritacarne kitch degli eliminati.
I Sonhora li supero con una falcata. Sono il nulla fatato delle canzoni teen e, piuttosto che ascoltare loro, mi calo un trip allucinogeno con una
qualsiasi.
canzone.
dei Dari...

Valerio Scanu viene dalla Discarica Defilippica. Ad "Amici" ha imparato una cosa sola e l'ha imparata bene: la faccia sofferente da cantante impegnato. Sta lì, davanti al microfono, con questa espressione da gastroscopia. Poi però mi canta sottovoce.
Dico, stai soffrendo? Ti stanno brucando i testicoli da sotto il palco con le microonde? Stai ascoltando la canzone di Pupo? URLA, CAZZO! Se stai soffrendo, urli. E invece lui canta in silenzio. Magari così pensa di non disturbare. Magari...

Poi c'è Toto Cutugno, lo zombie Sanremese. Ecco, io ho la matematica certezza che Sanremo produca morti viventi. La canzone di Toto Cutugno è un'esperienza romeriana. Lo guardi e ti immagini che azzanni una chiappa della Clerici, appena finita l'esibizione. Praticamente un omaggio vivente a "Thriller" di Michael Jackson. Questa gente vive in una bara per tutto l'anno, poi si scongela per il festival e va a cantare canzoni agghiaccianti o a fare ospitate. Insieme ci mettiamo l'ospitata di Nilla Pizzi, la Patty Pravo dell'anno scorso e molti altri.

Infine c'è la vera nota dolente del festival: Pupo ed Emanuele Filiberto. "Italia Amore Mio" è una canzone che fa sanguinare le orecchie e rivoltare lo stomaco. Ho sentito evocazioni di demoni assirobabilonesi meno terrificanti. Piaghe bibliche meno dolorose. L'unica spiegazione plausibile è che Pupo e il Principino siano saliti sul palco per fare la conserva, a forza di pomodori in faccia.
Invece lo salvano insieme allo Scanu. E questo rende ancora più oscure le ragioni che hanno portato all'eliminazione di Nino D'Angelo.

Giuro, quando ho sentito il suo nome mi sono messo le mani nei capelli. Poi, con 'sta storia che hanno aggiunto il dialetto, peggio che peggio. E invece la canzone è bella. Certo, il testo è un po' populista, ma sempre meno di quello di Pupo. Parla degli stereotipi del sud e dei problemi reali che ancora dividono l'Italia. Insomma è una canzone di protesta! E poi la musica, con le sue influenze gitane e arabe, parla del Mediterraneo. E' canzone popolare e colta allo stesso tempo.
Niente da spartire con Gigi D'Alessio...

Quando ho saputo che hanno segato Nino D'Angelo e ripescato il Pupo Filiberto ci sono rimasto di merda. Ma come è possibile che uno pseudo inno di Forza Italia diventi più popolare di una canzone napoletana?
Siamo davvero così rincoglioniti dalla televisione? Dai talent? Dai reality? Come fa una statua di cera come Emanuele Filiberto a "bucare" così tanto?

Non riesco a darmi una risposta.
Che ci fa Cassano a Sanremo? La Capotondi che mi rappresenta?
Ieri ho visto Anno Zero, cha ha fatto 3.878.000 telespettatori ed è il miglior risultato della serata dopo il festival. Questa sera mi guardo le ultime puntate di "Desperate Housewives" e domani sicuramente esco.
Il vincitore me lo farò annunciare dal telegiornale. Nella speranza che vincano Cristicchi o Mengoni, gli unici che davvero se lo meritano.

Tutto il resto è Povia...

Sunday, February 14, 2010

C'è un nuovo arrivato






sul mio scaffale del fantasy.
E' "Terzoregno" di Marco Varuzza. Pare una fiaba tolkeniana abbastanza aderente agli schemi classici. La rece di Valberici mi fa ben sperare e la mappa iniziale è graficamente interessante. Un'illustrazione migliore di molte altre, magari pubblicate da case editrici più blasonate.
Certo, lo pubblica il "Gruppo Albatros il Filo" e non è una bella partenza. Ma non voglio farmi condizionare dal legame con l'editoria a pagamento e spero vivamente che la storia di Marco sia un primo passo verso collaborazioni con altri editori.

Friday, February 12, 2010

Gambit, il virtuoso a fumetti.






Non è importante che preferiate il black jack o il poker. È importante che le carte vengano mischiate all’inizio della partita. Ma c’è chi non si accontenta di una semplice mischiata. C’è chi le carte ama farle volteggiare.
Quelle che vi sto a raccontare sono due storie: quella di uno dei personaggi più iconici nei fumetti degli ultimi vent’anni, e quella di un gruppo di giocolieri scavezzacollo.
Due storie destinate a collidere e a mischiarsi, per la realizzazione di un video che ha fatto il giro della rete.





Andiamo negli Stati Uniti. Siamo nel 1990 e sul numero 226 di Uncanny X-Men appare Gambit – alias Remi LeBeau – per la prima volta. Dobbiamo ringraziare Chris Claremont e Jim Lee per questo regalo.

Gambit non è un supereroe senza macchia e senza paura. Al contrario, ha molto in comune con Wolverine. Innanzitutto la provenienza: LeBeau non è canadese, viene da New Orleans. Ma è un cajun e questo suo parlare mezzo francese lo rende un po’ straniero. Come Logan è un ribelle dal passato oscuro: ladro, truffatore e gran giocatore di carte. Anche Remi ha una predilezione per gli amori tormentati, il più famoso quello per Rogue che, per via dei poteri di lei, non può nemmeno toccare.

La grossa affinità tra Wolverine e Gambit è emersa anche al cinema. Il cajun, infatti, appare in “X-Men Origins: Wolverine”. A far roteare le carte esplosive del mutante è stato chiamato Taylor Kitsch, un giovane attore canadese.
Sul film di Wolverine ci fermiamo per un momento e passiamo all’altra storia.






Siamo a Singapore: i Virts vivono lì. Sono dei virtuosi giocolieri che si esibiscono in numeri sorprendenti con le carte. I Virts hanno un canale su You Tube su cui amano inserire i video delle loro prodezze, ma anche i tutorial, per insegnare i loro trucchi ai neofiti. Recentemente si sono uniti con Bone Ho, un famoso prestigiatore vietnamita, per realizzare un trucco impressionante: la cascata di carte (in inglese “dribble”) più lunga al mondo.








Quando Wolverine esce nelle sale di Singapore, I Virts stanno sgomitando per emergere e conquistare il rispetto dovuto alla loro arte. Mischiare le carte in modo acrobatico, infatti, è considerato un mezzo dai prestigiatori, non un fine. Un puro contorno per poi realizzare i veri trucchi. I Virts hanno bisogno di un simbolo per far arrivare la loro arte dappertutto e lo trovano in Gambit.
“Sarebbe possibile potenziare ancora la performance del personaggio?” si chiedono. “Si potrebbe rendere la sua immagine ancora più iconica?”

Mettono le mani su uno spot pubblicitario del film. Tagliano la presentazione del film e la cuciono con le riprese delle loro prodezze. Stesse luci, stessi abiti del personaggio. Il video viene una figata, a cavallo tra il fan-movie di qualità e l’autopromozione. Quando finisce su You Tube spopola: i fan degli X-Men sono in adorazione e pensano addirittura che faccia parte della promozione ufficiale del film.

Alla Marvel però non va giù che i virtuosi di Singapore si facciano pubblicità con il loro personaggio. Senza pagare, per giunta. Alzano il telefono rosso e chiamano You Tube: in poche ore il video scompare. Ma i Virts non si arrendono e radunano tutti i loro fan su Dig. In breve tempo il video torna a diffondersi, regalando alla Marvel una bella pubblicità virale sul film.





È possibile che i vertici della Casa delle Idee abbiano deciso di dedicarsi ad attività più redditizie. Pare infatti che i personaggi Marvel siano entrati nei casinò con slot machines a tema Marvel. Le prime sono quelle di Hulk e del mai più famoso ( e in questo caso appropriato) Iron Man. Che sia il momento, per i fan di Tony Stark, di diventare ricchi come lui?



Wednesday, February 10, 2010

Il gioco d’azzardo e il selvaggio west.






Li chiamavano i “benvestiti” oppure “Cavalieri del Tavolo Verde”.
Si riunivano tra le rulette e i tavoli di faro o poker. La loro vita era regolata da una mano di carte, sempre in attesa della vincita che li avrebbe sistemati per tutta la vita, per poi sperperare i loro guadagni con la scommessa successiva.
Le origini di Las Vegas parlano chiaro: sono stati i pionieri del West e le loro puntate a far diventare il Nevada uno degli stati più famosi del gioco d’azzardo. In questo contesto erano numerosi i giocatori professionisti, che giravano di città in città, pronti ad ogni sfida. Il film più famoso sull’argomento è certamente “Maverick” di Richard Donner.
Mel Gibson, un abile giocatore di poker, decide di partecipare ad un torneo per vincere 500.000 $. Nelle sue avventure si incrocia con Jodie Foster, un’altra giocatrice di poker dal fascino irresistibile.






Ma l’elenco di film western con scene legate sul gioco d’azzardo non finisce qui. Basta cercare nella banca dati di Spaghetti Western Database per scoprirlo. E l’elenco lascia senza fiato: “Un poker di pistole”, “Nato per uccidere”, “Monta in sella, Figlio di…”, “Sentenza di morte”, “Djurado”, “Il mio corpo per un poker”, “Una donna per Ringo”.

E poi restano le scene indimenticabili dei film più famosi.
Come non citare la lunga sequenza introduttiva di “Per qualche dollaro in più”, in cui il cacciatore di taglie Clint Eastwood si inserisce nella partita a carte?

“Che giocavamo ?”
“... La pelle !”




Oppure la spassosa scena di “Lo chiamavano Trinità”, in cui un giovane Terence Hill, dopo un poker d’assi servito, prende a schiaffi un rivale giocherellando con la pistola.





I giocatori professionisti, nel Selvaggio West, non erano solo abili con le carte. Molti erano degli ottimi pistoleri, considerando tutti i perdenti arrabbiati che dovevano affrontare, e dovevano essere veloci a cavallo, per fuggire dalle cittadine in tempo.

Ma era solo la fortuna a guidare le imprese di questi cowboy? Assolutamente no. Spesso i giocatori cercavano di guidare la Dea Bendata. Ovviamente nell’unico modo possibile: baravano.
I metodi erano vari.
Esistevano mazzi truccati. Anche le scatole da cui si estraevano le carte potevano essere artefatte. E il caro vecchio trucco dell’asso nella manica? Bastava nascondere una carta sotto al tavolo per cambiare una mano avversa. I giocatori potevano essere abili a mischiare le carte, volgendole a proprio favore, oppure aiutarsi con un compagno, che alle spalle dei rivali guardava e segnalava.
Potevano esserci dadi appesantiti su un lato e carte segnate durante il gioco, magari con le unghie. Si parla persino di anelli lucidi, usati come specchi nella distribuzione delle carte, per poter vedere in anteprima i carichi degli altri.
Se state pensando di sfruttare uno di questi metodi nella vostra prossima partita, sfogatevi con gli amici. Non solo i casinò sono molto attenti a scovare i bari, me è anche sicuro che nessuno di questi trucchi potrà mai funzionare in un casinò online.

L’eredità del gioco nel west rivive negli attuali casinò indiani. Le riserve infatti godono di una certa indipendenza dalle leggi americane. Questi casinò sono riusciti, negli anni, a raggiungere un giro d’affari di parecchi miliardi di dollari, conquistando come frequentatore assiduo John McCain.


NEXT POST: Gambit, il virtuoso a fumetti!

Monday, February 08, 2010

Le tre “R” del gioco d’azzardo.




Il gioco d’azzardo ha sempre affascinato il mondo della narrativa. Ben lo sapeva Dostoevskij che – proprio per pagare i suoi debiti – scrisse “Il Giocatore”. Sarà forse perché le scommesse sono una continua sfida al destino, mentre le storie possono permettersi di barare. Sarà anche perché il materiale umano che si riunisce intorno ai tavoli da gioco è quanto di più vario possa essere usato per creare dei personaggi. Passioni, background, motivazioni: c’è tutto quello che serve.
Anche io ho un personaggio in testa da un po’ di tempo: un baro, abile con le carte e con la magia.
Per questo motivo ho bazzicato spesso per i siti di casinò online in italiano, alla ricerca di spunti e motivazioni. Il sito è un punto di riferimento per recensioni e link ai casinò online. Ma non è solo questo: ai navigatori offre news, curiosità e articoli di approfondimento.
Tra ricerche e contatti è nata una collaborazione tra il mio blog e il loro sito.
Ne sono venuti fuori tre post, che mettono in relazione gioco e narrazione di genere. Ci sono riferimenti ad articoli di CasinoTop10, integrati con materiale che ho trovato per conto mio.

Iniziamo oggi, con le tre “R” del gioco d’azzardo…

Quanti film avete visto con una partita a poker o magari ambientati nei casinò? Un’infinità. Le luci di Las Vegas sono marchiate a fuoco nel nostro immaginario collettivo, al punto che è difficile trovare una persona che non conosca il buon detto “what happens in Vegas stays in Vegas”.
Esistono però tre punti ricorrenti, tre topos indissolubilmente legati a questo immaginario.
Sono le tre “R” del gioco d’azzardo.

R come ricchezza.
Quasi sempre è una questioni di soldi. Che sia per sistemarsi la vita o ricevere il prestigio che ne comporta, è intorno al denaro che ruota la vita nei casinò.
Un personaggio tipico, in questi frangenti, è il geniale studente universitario che gioca a carte per pagarsi gli studi. Il più recente è Ben Caldwell di “21”, che nel libro “Blackjack Club” si chiama Kevin Lewis. Ma sono tutti pseudonimi per nascondere la vera identità di Jeff Ma, acuto studente del MIT, che insieme ad alcuni compagni è riuscito – negli anni ’90 – a sbancare i casinò di Las Vegas e Montecarlo
Nel film lo vediamo aderire al gruppo solamente per pagarsi gli studi, per poi farsi sedurre dal fascino del denaro.





C’è un altro studente che si è fatto ricordare per la sua bravura con le carte: è Mike McDermott, interpretato da Matt Damon nel film “Rounders”. Mike si paga gli studi di giurisprudenza giocando a poker, fino a quando non incontra Teddy KGB, che lo rovina per 30.000 $.
Mike decide di cambiare vita, pagandosi gli studi con un lavoretto tranquillo, ma una serie di circostanze lo riportano al tavolo verde, in una sfida finale con chi lo ha sconfitto.






R come ragazze.
Le donne sono una costante nei casinò. Cameriere, croupier, spogliarelliste, escort, truffatrici, famme fatale, insieme ad affascinanti giocatrici. Queste sono le figure che più hanno popolato il nostro immaginario da casinò.
Comunque, superando gli stereotipi, le giocatrici nei casinò non sono mai state così tante. Lo testimonia il sito Casino Girls: “quello che gli uomini non sanno o non capiscono delle ragazze ai casinò”. Il mondo di luci e fiches attira anche la sfera femminile, che magari va a rilassarsi nella spa del Bellagio, tra una puntata e l’altra. Lacey Jones è la vera portabandiera della categoria: modella e attrice, ma anche ottima giocatrice di poker.
Nelle immagini più classiche della filmografia, non c’è maggior esperto di donne e casinò di James Bond. Certo, molte cose sono cambiate negli anni: gli interpreti del protagonista, lo stile delle ragazze, ma anche i giochi ai tavoli.
In “Licenza di uccidere” Shean Connery vinceva a chemin de fer contro Eunice Gayson.
Oggi Daniel Craig, in “Casino Royale”, si trova al fianco della misteriosa Eva Green mentre cerca di sbancare a Texas Hold’em.







Se tante cose sono cambiate per il famoso agente dell’ MI6, molte altre sono rimaste. Una di queste ci permette di introdurre la prossima lettera

R come rischio.
Ho detto che è quasi sempre una questione di soldi? Siamo arrivati a parlare di quel “quasi”.
I giocatori sono gente che ama il rischio. Adorano il brivido, l’adrenalina che scorre nelle vene dopo ogni puntata. Una cosa completamente diversa dalla vincita, come dimostra il film California Poker di Robert Altman: uno dei due protagonisti lascia il casinò dopo la vittoria, perché non gli ha fatto provare nessuna emozione.





Il rischio sul tavolo da gioco funziona bene in narrazione perché è un naturale trasmettitore di suspance, con il quale chiunque si può identificare. Un conto è chiedersi se il nostro eroe riuscirà a disinnescare una bomba nucleare. Un altro è sperare che con una scala reale riesca a sfuggire ai debitori. Più le esigenze e il background del protagonisti sono vicini alla vita reale, più è facile innescare l’identificazione.

Per quel che riguarda i rischi sopra le righe, la paura di essere arrestati o uccisi non ha mai fermato gli undici di Ocean’s Eleven. Nonostante le rapine spettacolari, una delle scene più divertenti è quella del poker con i giovani protagonisti delle serie TV. Totalmente imbranati, totalmente ignari di essere i “polli” del tavolo....


La fortuna è l’unica vera dea che può concedere ai giocatori le tre “R”.
Può baciarti, come è successo a Charlie Wells. Nel 1891 giocò per undici ore alla roulette del casinò di Montecarlo. Vinse 20 volte su 30, sbancando il banco 12 volte e vincendo un milione di franchi.
Nessuno riuscì mai a capire se stesse barando e ormai la gente pensa che quel giorno fosse molto, molto fortunato.
Se Wells è entrato nella storia di Montecarlo per la sua fortuna, Fouad al-Zayat è entrato nella storia di Londra come il giocatore più sfortunato. Giocando nel club privato di Aspinalls perse, in vari tavoli, più di due milioni di sterline. Ma non fu il caso di un’ unica sera, visto che la sua sfortuna continuò per anni. Pare che ad Aspinalls abbia perso 23 milioni di sterline in tutto.
Nonostante non avesse una buona stella nel gioco, era molto abile nei suoi investimenti, tanto che riuscì tutti i suoi debiti senza alcun problema.


NEXT POST: il gioco d'azzardo e il selvaggio west!

Saturday, February 06, 2010

Poi dicono che gli strani siamo noi.






Noi inteso come lettori accaniti di fumetti.

L'altro giorno sono passato al 901 Comic Resort. Breve excursus sulle mie abitudini fumettistiche. Da quindici anni sono cliente di Figuriamoci, che è una fumetteria fighissima, piccolina, con due librai molto professionali. Tuttavia, ho sempre mantenuto una parte dei miei acquisti in edicola. Non so, il gusto dell'acquisto di impulso, cose così. Purtroppo, però, da quando ho traslocato son sorti problemi. Prima avevo un'edicola fornitissima esattamente davanti casa. Ora ho scoperto che a Torino nord le pubblicazioni DC Comics sono praticamente inesistenti. Così ho dirottato i miei ex acquisti in edicola al 901, per la soddisfazione del mio amico Vittorio.
L'altro giorno, dicevo, sono passato là per comprare il numero 30 di Batman. E visto che il 901 è grande e fornito, ho iniziato a spulciare la roba che c'era. Ero inginocchiato che sfogliavo un classico anni '70 di Bats, quando nel negozio entra un tizio. Giubbottone rosso da babbo natale, capelli radi e sguardo puntuto che scruta l'orizzonte. Si dirige verso il negoziante, si guarda all'orizzonte per scoprire se c'è abbastanza privacy e poi gli fa:
"Mi scusi, evete qualcosa di haVd?"
"Cosa?"
"Qualcosa di haVd..."
Il negoziante resta un attimo interdetto, poi intuisce:
"Ah, lei cerca dei fumetti HARD."
"Sì quelli."
"In fondo a destra."
Il tizio sparuto si inoltra, ma sembra intimorito dallo sguardo delle minacciose action figure. "Vada, vada" gli dice il cassiere, per rassicurarlo. Io sono mimetizzato dietro lo scaffale della DC, che cerco a stento di soffocare le risate.
Dopo qualche minuto Giubbottone Rosso si avvicina alla cassa.
"Questo quanto costeVebbe?"
Il negoziante gli dice il prezzo. Il tizio bofonchia indeciso, poi lo riporta indietro. Poi ne porta un altro, si fa dire il prezzo e lo riporta indietro. Va avanti così per dieci minuti e alla fine se ne va via senza compVaVe nulla.
Io e il cassiere ci scambiamo uno sguardo che dice tutto.

Poi dicono che gli strani siamo noi, lettori di fumetti.




Friday, February 05, 2010

Quando il drink ha più cervello di chi lo beve






Vi sembrerà di bere il cervello di Richard Nixon direttamente da Futurama.
Oppure il cervello di scimmia semifreddo di "Indiana Jones e il tempio maledetto".
Piccoli, malvagi e ghiacciati, si annidano nei vostri cocktail grazie a Brain Freeze. Perpetual Kid propone anche le ossa di ghiaccio, e gli Ice Invaders. Alla fine ti spiace quasi che s sciolgano.
Così, per dimenticare la tristezza, potete sempre bere un chupito in un
bicchierino di ghiaccio...


Wednesday, February 03, 2010

Il mio grosso, grasso scoop su Fantasy Magazine






Vabbè, non esageriamo.
Però la redazione di Comicus non li aveva ancora scovati i concept art delle Lanterne Verdi.
Volete sapere come saranno Kilowog, Tomar-Re, Abin Sur e i Guardiani?
Leggete il mio articolo QUI.
Intanto vi beccate Sinestro prima dell'espulsione dal Corpo...


Tuesday, February 02, 2010

Come facevano i dirigibili più grandi del mondo?





Semplice: con le scale più lunghe del mondo. Foto d'epoca che mostra la costruzione di un dirigibile Hindenburg Zeppelin. Un bestione lungo 250 metri e largo 39.
Immaginatevi quelli che videro il botto, quando andò a schiantarsi.



Nonostante il disastro, mi sarebbe enormemente piaciuto entrare in quel hangar. Ma le mie vertigini mi avrebbero impedito di salire su quelle scale... :/

Via Gizmodo


Monday, February 01, 2010

Chiude Gamberi Fantasy


Gamberetta lo ha annunciato più di un'ora fa sul suo blog.
I motivi sono legati alla sua famiglia e, considerando quanto tenga al suo blog, devono essere particolarmente gravi. Ergo, nonostante le milioni di divergenze, mi auguro che la situazioni si risistemi quanto prima e che la Decapode torni a bloggare.
Riflessioni Post Scientology





Notizia 1:
non entrerò a fare parte di Scientology. Quindi le varie maestre delle elementari o le zie apprensive possono tirare un sospiro di sollievo. Per quanto in Scientology ci siano riferimenti a discipline orientali che trovo interessanti, non lo sono abbastanza da convincermi a farne parte.
Tuttavia, Il dialogo con Giuseppe Cicogna è stato sicuramente positivo e ha portato alcune riflessioni.
Quindi arriviamo alla:

Notizia 2:
ho provato a ricontestualizzare molti degli aspetti più discussi di questo movimento. Le accuse peggiori fatte a Scientology riguardano:
  • la manipolazione psicologica e il forte proselitismo,
  • la gestione e acquisizione di grossi flussi di danaro,
  • le attività di lobbismo dei membri,
  • la rivelazione progressiva dei misteri (pratica tipica delle società segrete),
  • il fanatismo,
  • l'intolleranza verso l'omosessualità,
  • la vicinanza ad idee legate al fascismo,
  • l'ossessività del fondatore,
  • la mitologia fantascientifica.
Non sono cose di cui si può andare fieri, ovviamente. Tuttavia, se escludiamo l'ultimo punto, le altre critiche sono tipiche di un altra comunità, in questo caso cattolica. Sto parlando del l'Opus Dei.

E' noto che l'Opus Dei abbia centri di aiuto allo studio, non operanti apertamente a suo nome, che vengono spesso usati per il reclutamento. Tutti sanno che l'Opus Dei ha un patrimonio immobiliare e finanziario enorme, che proviene principalmente da donazioni. E se pensate che Tom Cruise abbia costruito ad Hollywood una lobby scientologa del cinema, sappiate che l'Opus Dei è da tempo accusata di proporre e proteggere membri nelle cariche politiche ed economiche.
Inoltre, la paranoia e il terribile carattere di Josemaria Escriva viaggiano alla pari, secondo molte testimonianze, con quelli di Ron Hubbard.

La manipolazione psicologica, ottenuta attraverso la pressione sociale, è tipica di quasi tutte le religioni. L'idea di effettuare un primo contatto con qualcosa di poca importanza e poi accrescere il coinvolgimento, non l'hanno inventata quelli di Scientology.
A livello di psicologia persuasiva,
l'ha studiata Robert Cialdini nei principi di reciprocità, ma è comunemente utilizzata anche dalle organizzazioni cattoliche. E posso dirlo come testimonianza diretta: l'esperienza più invasiva di questo tipo l'ho sperimentata in una vacanza in montagna, legata a Comunione e Liberazione.
Udite, udite...
Insomma, Scientology ha avuto degli ottimi (o pessimi) maestri.

Gli aspetti che ho elencato sono certamente negativi. Giuseppe ha cercato di smentirne alcuni, ma resta il fatto che
non possiamo accettarli in un contesto e condannarli in un altro.
Non posso criticare Scientology, se ammetto che l'Opus Dei faccia cose simili sotto l'egida della mia religione.


Oddio, "mia" religione.

Qui arriviamo al vero concetto problematico. Problematico per me, come per altre milioni di persone. Motivo in più per cui Scientology può avere avuto un certo successo negli ultimi anni.


Non esiste più una religione in cui riesco a riconoscermi.
Con la quale posso permettermi di colmare il vuoto.
E badate che non è un vuoto di valori. E' tutto il contrario. I miei valori ci sono, ma non collimano con quelli delle grandi religioni monoteiste.

Qui avrei avuto un'intera "Notizia 3" per discutere di questo argomento. Ma nella mia testa c'è ancora un gran vorticare di elementi.
Da un lato ci sono i legami con la Terra, le discriminazioni, il controllo, la storia e l'archeologia. Dall'altro il mistero, la pace interiore di molti credenti e un messaggio travisato, ma ancora attuale.
E' un post lungo e delicato: credo che lo pubblicherò tra un po', quando tutte le mie domande saranno bene a fuoco.


Quello che posso dirvi è che la mia ricerca spirituale è ancora lontano dall'essere terminata.





P.S.: da domani si ritorna alla solita programmazione nerd: bentornati su Spacechili
!